DP World, il colosso portuale di proprietà del governo di Dubai, starebbe valutando l’acquisto di una partecipazione di controllo in Associated British Ports (AB Ports), uno dei principali operatori portuali del Regno Unito. Secondo fonti non identificate citate dalla stampa finanziaria, anche il canadese Brookfield starebbe considerando un’operazione analoga. Gli americani KKR e Global Infrastructure Partners di BlackRock avrebbero già manifestato un interesse preliminare. Al centro della contesa c’è il 64 percento del capitale di AB Ports, messo in vendita dai fondi canadesi CPPIB e Omers per una cifra intorno ai 10 miliardi di sterline.
La vendita e gli acquirenti in campo
Canada Pension Plan Investment Board (CPPIB) e Omers Administration, entrambi con sede in Canada, intendono cedere le rispettive quote — 33,9 e 30 percento — in un’unica operazione. La valutazione complessiva dell’intera società si attesterebbe intorno a 10 miliardi di sterline, pari a circa 13,2 miliardi di dollari. Le quote rimanenti sono detenute dal fondo sovrano singaporiano GIC con il 20 percento, da Hermes Infrastructure con il 6,1 percento e da Wren House, il braccio infrastrutturale diretto del Kuwait Investment Authority, con il 10 percento.
AB Ports gestisce 21 scali tra Inghilterra, Scozia e Galles e movimenta il 25 percento del commercio marittimo del Regno Unito. Si tratta di un asset strategico in un momento in cui le catene logistiche globali sono sotto pressione per effetto dei dazi e delle tensioni commerciali tra le principali economie. L’interesse di più operatori internazionali riflette il valore strutturale delle infrastrutture portuali britanniche nel contesto del commercio post-Brexit.
DP World nel mercato britannico
Per DP World, un’eventuale acquisizione si inserirebbe in una strategia di espansione già avviata nel Regno Unito. La società gestisce attualmente due porti in acque profonde e terminal ferroviari merci a London Gateway e Southampton. Nel marzo 2025, DP World ha comunicato ricavi in crescita del 22 percento su base annua, a 24,4 miliardi di dollari, con un utile salito del 32 percento a quasi 2 miliardi di dollari.
Il piano di investimenti per il 2026 prevede un budget di 3 miliardi di dollari, concentrato su progetti prioritari tra cui Jebel Ali, Drydocks World, il terminal Tuna Tekra in India, London Gateway e il porto di Ndayane in Senegal. Un ingresso nel capitale di AB Ports si collocherebbe coerentemente in questa traiettoria, ampliando la presenza dell’operatore emiratino su uno dei mercati logistici più rilevanti d’Europa.
L’interesse di KKR e BlackRock segnala che l’operazione è seguita anche dai principali fondi di private equity e infrastrutture americani, abituati a competere su asset di questa dimensione. La presenza di Brookfield aggiunge un altro attore di peso canadese, in un’operazione che vede già due venditori canadesi.
Un mercato competitivo su asset strategici
Il processo di vendita è ancora nelle fasi preliminari e nessuna delle parti ha confermato ufficialmente la propria partecipazione. Le trattative potrebbero richiedere mesi, con la necessità di ottenere l’approvazione delle autorità regolatorie britanniche, tradizionalmente attente agli investimenti esteri in infrastrutture sensibili. L’esperienza di DP World con le autorità del Regno Unito — maturata attraverso la gestione di London Gateway e Southampton — potrebbe rappresentare un fattore favorevole rispetto ad acquirenti privi di una presenza operativa consolidata nel paese.
L’esito della gara dipenderà in parte dalla disponibilità dei concorrenti ad allinearsi sulle condizioni poste dai venditori e dalla posizione che assumerà il governo britannico nei confronti di un’eventuale acquisizione da parte di un operatore controllato da uno Stato del Golfo.
