MSC Cruises ha deciso di non riprendere le operazioni nel Medio Oriente per la stagione invernale in corso, riposizionando la propria nave nel Mar dei Caraibi. La mossa arriva mentre Stati Uniti e Iran hanno annunciato martedì un cessate il fuoco di due settimane, con la prospettiva di riaprire lo Stretto di Hormuz, chiuso dall’inizio del conflitto. Per MSC, tuttavia, la tregua è arrivata a decisione già presa. Altre compagnie — TUI Cruises e Celestyal Cruises — restano in attesa, con le navi ferme nei porti del Golfo e le trattative con i passeggeri ancora aperte.
MSC punta ai Caraibi, ritorno previsto nel 2027
MSC Euriba, nave da 6.000 passeggeri del gruppo ginevrino MSC, è ancorata a Dubai dall’inizio delle ostilità tra Iran e Israele. Evacuati i passeggeri a bordo, la nave è rimasta bloccata per l’impossibilità di transitare nello Stretto di Hormuz. L’itinerario originale prevedeva scali negli Emirati Arabi Uniti, in Bahrain e in Qatar. La compagnia ha confermato che la nave sarà ridistribuita nelle Antille francesi, nei Caraibi, e che il ritorno nel Golfo è programmato per la stagione invernale 2027/28. MSC ha dichiarato di monitorare la situazione e di essere pronta ad apportare ulteriori modifiche operative se necessario.
TUI e Celestyal in stand-by, prenotazioni aperte
Le due navi di TUI Cruises, Mein Schiff 4 e Mein Schiff 5, ciascuna con una capacità di circa 2.500 passeggeri, si trovavano nella fase finale della campagna invernale quando è scoppiato il conflitto. Entrambe sono rimaste rispettivamente ad Abu Dhabi e Doha, mentre avrebbero dovuto rientrare in servizio nel Mediterraneo. La compagnia tedesca ha dichiarato che le navi riprenderanno i loro itinerari regolari non appena le condizioni operative lo consentiranno, con la speranza che il cessate il fuoco acceleri i tempi. Le prenotazioni per il Medio Oriente sono già aperte per il secondo semestre dell’anno.
Analoga la situazione di Celestyal Cruises: Celestyal Discovery è ferma a Dubai con partenza prevista per il 1° maggio verso le isole greche, mentre Celestyal Journey è a Doha in attesa di salpare verso Grecia, Italia e Croazia. La compagnia ha comunicato che riprenderà i movimenti delle navi non appena le condizioni di sicurezza lo permetteranno. Anche Aroya Cruises ha una nave ferma nel porto di Dammam, in Arabia Saudita.
Un mercato in crescita, ora in pausa forzata
Il blocco operativo arriva in un momento di espansione del settore crocieristico nel Golfo. Secondo dati di Skift, nel 2024 il comparto ha generato 708 milioni di dollari di ricavi nella regione, con proiezioni che stimavano un raddoppio entro il 2026. Dubai ha registrato 187 scali tra gennaio e novembre 2024, mentre Abu Dhabi aveva programmato 174 scali per la stagione 2025-26, con un incremento del 27% rispetto all’anno precedente. Il porto di Doha ha accolto 87 navi e oltre 396.000 passeggeri nella stagione 2024-25.
L’interruzione delle attività non cancella le prospettive di medio periodo, ma ritarda una traiettoria di crescita che si era consolidata negli ultimi anni. La riapertura dello Stretto di Hormuz, se confermata al termine della tregua, permetterà alle compagnie ancora presenti nella regione di riprendere le operazioni. Per MSC, invece, l’orizzonte si è già spostato: il Golfo tornerà in agenda, ma non prima del 2027.
