Wynn Resorts e Chef’s Table Projects, la società di produzione dietro l’omonima serie Netflix, hanno annunciato il 17 febbraio 2026 una partnership pluriennale che coinvolge tutti i resort del gruppo a livello mondiale. L’accordo prevede eventi culinari esclusivi, nuovi contenuti originali e un programma di esperienze gastronomiche firmato da chef di fama internazionale. Tra le proprietà incluse fin dall’avvio figura Wynn Al Marjan Island, il resort in costruzione sull’isola artificiale di Ras Al Khaimah, con apertura prevista all’inizio del 2027. Per l’emirato del nord, la notizia si inserisce in un percorso di riposizionamento turistico già avviato, con l’hospitality di lusso come leva principale.
Il debutto a Las Vegas, poi il resto del mondo
Il primo evento pubblico della collaborazione si chiama Wynn Revelry by Chef’s Table e si terrà dal 17 al 19 settembre 2026 al Wynn Las Vegas. Il programma articola quattro format distinti: una cena con chef iconici della serie (Icons), una gara di cucina con partner a sorpresa (Chef/Celebrity Cookoff), un evento notturno all’XS Nightclub (Club Gourmet) e una grande degustazione finale chiamata The Feast. Quest’ultima includerà il Taste of Tomorrow, premio assegnato a un cuoco che si distingue per innovazione. Chef’s Table ha costruito negli anni un catalogo di chef riconoscibili a livello globale — da Massimo Bottura a Thomas Keller — e quella rete di relazioni è ora a disposizione di Wynn per strutturare eventi con partecipanti di primo piano.
Brian Gullbrants, presidente e COO di Wynn Resorts Nord America, ha descritto l’intesa come la convergenza di due brand accomunati dall’attenzione alla qualità esecutiva. Justin Connor, presidente di Chef’s Table Projects, ha definito Wynn il partner adatto a tradurre in esperienze fisiche l’emozione narrativa della serie, in onda dal 2015 e alla base di otto candidature agli Emmy.
Cosa cambia per il resort di Ras Al Khaimah
Wynn Al Marjan Island è già progettato come un polo gastronomico di dimensioni inusuali per gli standard emiratini fuori Dubai: 22 ristoranti e lounge, uno steakhouse firmato Alain Ducasse e il Delilah, supper club originario di Los Angeles noto per l’atmosfera da grande spettacolo. L’accordo con Chef’s Table aggiunge una componente editoriale e promozionale che nessun altro resort degli Emirati del Nord possiede.
Le attività previste per le singole proprietà Wynn non sono ancora state dettagliate, ma il quadro contrattuale indica cene a inviti con chef già protagonisti della serie, installazioni culinarie temporanee a rotazione stagionale, produzioni di contenuti originali e la possibile estensione del premio Taste of Tomorrow a edizioni regionali. La produzione di episodi di Chef’s Table ambientati a Wynn Al Marjan Island costituirebbe una vetrina globale per la destinazione RAK, difficilmente replicabile con strumenti di marketing convenzionali.
Nel panorama degli hotel di lusso degli Emirati, Atlantis The Royal conta circa 17 ristoranti inclusi Nobu e Dinner by Heston Blumenthal, il Burj Al Arab ne gestisce sette con la firma di Nathan Outlaw, One&Only One Za’abeel punta su un design ricercato con meno punti di ristorazione. Nessuno di questi ha in portafoglio una partnership strutturata con una produzione televisiva di questo tipo.
Il contesto: RAK come destinazione gastronomica
Ras Al Khaimah ha accelerato il proprio sviluppo turistico negli ultimi anni, con Al Marjan Island come progetto centrale. Wynn ne è l’anchor tenant anche in senso simbolico: porta con sé gaming, intrattenimento e ora una proposta gastronomica che punta a competere con Dubai. Le licenze di gioco negli Emirati Arabi sono state introdotte di recente e Wynn figura tra i primi operatori autorizzati, il che rafforza il posizionamento del resort come destinazione a tutto campo.
La partnership con Chef’s Table non è un’iniziativa isolata, ma parte di una strategia di costruzione dell’identità del brand attorno all’esperienza — un indirizzo coerente con la direzione del segmento lusso globale, dove l’offerta esperienziale pesa quanto la qualità delle camere. Per chi monitora il mercato hospitality degli Emirati, l’accordo segnala che RAK non si limita a inseguire Dubai, ma prova ad attrarre un pubblico specifico con proposte difficilmente replicabili altrove nel paese.
