Gli Emirati Arabi aderiscono al Trattato delle Svalbard

Gli Emirati Arabi Uniti sono diventati il 49° firmatario del Trattato delle Svalbard, il quadro giuridico internazionale che dal 1920 regola la sovranità norvegese sull’arcipelago artico e garantisce ai paesi aderenti il diritto di condurvi attività scientifiche ed economiche. L’adesione, formalizzata dal Ministero degli Esteri emiratino, segue di pochi mesi l’ingresso nel Trattato Antartico, avvenuto nel dicembre 2024. Gli EAU sono il secondo paese del Golfo a firmare il documento: l’Arabia Saudita, all’epoca Regno dell’Hejaz, aveva già aderito nel 1925. Abu Dhabi consolida così una presenza diplomatica nelle regioni polari che va ben oltre la sua collocazione geografica nella Penisola Arabica.

Ricerca artica e nuove partnership scientifiche

Il viceministro degli Esteri Abdulla Balalaa ha indicato che l’adesione consente ai ricercatori emiratini di operare direttamente a Ny-Ålesund, l’insediamento civile permanente situato più a nord nel mondo e sede di numerose stazioni scientifiche nazionali gestite sotto supervisione norvegese. La struttura, nata come centro minerario, ospita oggi programmi di ricerca climatica e ambientale di decine di paesi. Mariam Almheiri, presidente dell’Emirates Polar Programme, ha sottolineato che l’accordo apre la strada a spedizioni artiche congiunte con nazioni che dispongono già di programmi consolidati nella regione.

L’ingresso negli accordi polari rientra in una strategia più ampia di diplomazia ambientale multilaterale che Abu Dhabi persegue con crescente sistematicità. Gli EAU hanno ospitato la COP28 nel 2023 e si presentano nei consessi internazionali come interlocutore attivo sui temi della resilienza climatica, una posizione che l’adesione a trattati come quello delle Svalbard tende a rafforzare sul piano della credibilità istituzionale.

Il contesto geopolitico: Russia, BRICS+ e l’Artico conteso

Sullo sfondo dell’adesione emiratina si delinea una dinamica geopolitica più complessa. La Russia è l’unico paese oltre alla Norvegia a mantenere attività economiche nell’arcipelago: la società statale Arktikugol gestisce la città mineraria di Barentsburg, con circa 250 abitanti. Mosca ha annunciato l’intenzione di trasformare Pyramiden — una città fantasma di epoca sovietica dove l’estrazione del carbone si è fermata oltre vent’anni fa — in un hub scientifico internazionale, con una preferenza esplicita per i paesi del blocco BRICS+.

Gli EAU hanno aderito a BRICS+ nel 2024, lo stesso anno in cui la Russia ne ha assunto la presidenza di turno. Il blocco comprende, tra gli altri, Brasile, India, Cina, Arabia Saudita ed Egitto. La convergenza tra l’ingresso emiratino nel Trattato delle Svalbard e la propria appartenenza a BRICS+ non implica necessariamente un allineamento con i piani russi per Pyramiden, ma colloca Abu Dhabi in una posizione da cui potrebbe scegliere di partecipare a quella iniziativa. Gli Emirati mantengono tradizionalmente rapporti paralleli con blocchi geopolitici distinti, una postura che si rispecchia anche nella politica polare emergente.

Un paese del Golfo nell’Artico

L’allargamento progressivo del Trattato delle Svalbard — Turchia nel 2024, Serbia nel 2022, Corea del Nord nel 2016 — riflette un interesse crescente per la governance artica da parte di stati geograficamente lontani dalla regione. Il cambiamento climatico rende l’Artico sempre più accessibile e strategicamente rilevante: rotte marittime, risorse energetiche e dati climatici sono al centro dell’attenzione di potenze medie e grandi. Per gli EAU, la presenza nella regione rappresenta un’estensione naturale di una politica estera che punta a diversificare le alleanze e a costruire competenze scientifiche proprie in settori ad alto valore strategico.

L’adesione a entrambi i trattati polari nel giro di pochi mesi segnala che quella emiratina non è una partecipazione simbolica, ma un impegno programmatico con risorse e strutture dedicate.

Cristiano Volpi
Cristiano Volpihttps://dubai24.it
Consulente e imprenditore con base a Dubai e a Tallinn. Fondatore di Volpi & Partners FZ LLC e direttore editoriale di dubai24.it, specializzato in fiscalità internazionale e mercati degli Emirati Arabi Uniti.

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