Quando Wynn Al Marjan Island aprirà nella primavera del 2027 a Ra’s al-Khaimah, porterà negli Emirati Arabi Uniti non solo la prima licenza da gioco integrata del Paese, ma anche una delle offerte ristorative più ampie mai costruite in un singolo resort della regione. Ventidue tra ristoranti, bar e lounge, con firme che vanno da Alain Ducasse al supper club americano Delilah, passando per cucine indo-persiana, greca, giapponese e indiana. Il tutto distribuito su un complesso affacciato sull’isola artificiale di Al Marjan, nel Golfo Arabico.
Le due aperture di punta: Ducasse e Delilah
I primi due nomi annunciati, nel settembre 2025, definiscono già il posizionamento dell’offerta gastronomica. Alain Ducasse porterà ad Al Marjan una steakhouse franco-americana su due piani per circa 1.820 metri quadrati, progettata dallo studio Todd-Avery Lenahan. Il concetto si basa sul servizio al tavolo — carni tagliate e flambé eseguiti in sala — e su un menu costruito attorno al cosiddetto “Beef Club”, una selezione di tagli pregiati internazionali abbinata a piatti della tradizione francese come il Foie Gras en Brioche e il Soufflé al Formaggio. Per un mercato che conta già decine di steakhouse di alto livello, il posizionamento è esplicitamente distinto.
Il secondo nome è Delilah, supper club nato al Wynn di Las Vegas per iniziativa del gruppo h.wood, noto per la gestione di alcuni dei locali più esclusivi di Los Angeles. La sede di Al Marjan sarà la prima apertura internazionale del brand, con 2.060 metri quadrati al primo piano del resort. L’interno si ispira ai grandi supper club del Novecento — El Morocco a New York, Maxim’s a Parigi, Les Caves Du Roy a Beirut — con musica dal vivo ogni sera e un menu che affianca i piatti iconici della sede originale, come il Beef Wellington, a proposte con ingredienti mediorientali. La reputazione del locale a Las Vegas rende prevedibile una domanda elevata già dalle prime settimane.
Il resto dell’offerta: cucine, bar e nightlife
Oltre ai due nomi già confermati, Wynn ha reso noto un terzo concept, ancora senza nome: un ristorante libanese affidato a un ristoratore con radici tra Beirut e Parigi, con colazione riservata agli ospiti della suite wing e pranzo e cena aperti a tutti i clienti del resort.
Le cucine confermate per il portfolio complessivo includono indo-persiana, italiana, giapponese, greca, indiana e franco-americana. I restanti locali — tra cui bar, lounge e una food hall in formato casual premium — non sono stati ancora dettagliati.
Sul fronte del beverage e del nightlife, Wynn ha già confermato l’Aft Cocktail Deck, un bar all’aperto con vista sul Golfo progettato per i turni serali, e il classico Lobby Bar presente in ogni proprietà del gruppo. L’area piscina, che si estende su 3,6 ettari, ospiterà più pool bar. Un nightclub è in programma ma non ancora nominato: Wynn gestisce a Las Vegas XS, tra i club con il maggiore fatturato al mondo, e il modello di riferimento è dichiarato. Una beach club direttamente sul Golfo completerà l’offerta diurna.
In febbraio 2026, Wynn Resorts ha annunciato una partnership globale con Chef’s Table — il brand della serie documentaristica Netflix dedicata alla cucina d’autore — con debutto a Las Vegas nel settembre 2026 e sviluppi previsti anche nelle proprietà internazionali.
Ra’s al-Khaimah come destinazione gastronomica
L’apertura di Wynn Al Marjan si inserisce in una strategia più ampia dell’emirato di Ra’s al-Khaimah per diversificare l’economia turistica e attrarre flussi di visitatori internazionali finora concentrati su Dubai e Abu Dhabi. Il resort punta a posizionarsi come destinazione autonoma, non come alternativa secondaria. Con 22 venue operative e firme di questo profilo, l’offerta gastronomica costituisce uno degli strumenti principali di quella strategia — indipendentemente da quanto contribuirà il settore gaming alla generazione di fatturato complessivo.

