Il Dubai Department of Economy and Tourism ha avviato il 28 marzo la campagna “Dubai, A Fine Way to Dine”, che offre sconti fino al 50% in una selezione di ristoranti di fascia alta, inclusi locali con stella Michelin e riconoscimenti Bib Gourmand. L’iniziativa è attiva fino al 19 aprile e punta ad abbassare temporaneamente la soglia d’accesso alla ristorazione premium della città. Tra i partecipanti figurano Avatara, Trèsind Studio, Il Ristorante di Niko Romito, TakaHisa, Jun’s, The Guild, CÉ LA VI, Manāo, 21grams e COYA. Le formule disponibili comprendono menu à la carte scontati, business lunch e menu degustazione dedicati.
Prenotazioni esaurite e nuovi clienti
I dati delle prime settimane mostrano una risposta concreta. Avatara ha registrato il tutto esaurito fino al 15 aprile, data in cui termina la propria partecipazione alla campagna. “Il riscontro è stato ottimo: siamo sold out fino al 15 aprile”, ha dichiarato Sumit Sharma, restaurant manager del locale, sottolineando che l’adesione nasce dalla volontà di sostenere il settore dell’ospitalità e incoraggiare i residenti a frequentare i ristoranti.
Anche Trèsind Studio, che vanta una stella Michelin, ha registrato un cambiamento nella composizione della propria clientela. Courtney Brandt, senior marketing manager del ristorante, ha descritto un’energia diversa in sala: ospiti che erano curiosi da tempo stanno finalmente effettuando prenotazioni, affiancati da clienti abituali che tornano. “La sfida è sempre trovare un equilibrio tra fedeltà alla propria identità e apertura verso un pubblico più ampio”, ha spiegato Brandt. “L’appeal di questa campagna stava proprio nell’opportunità di far conoscere il ristorante a più persone senza compromettere l’esperienza.”
La strategia del turismo gastronomico a Dubai
La campagna si inserisce in una strategia più ampia di posizionamento di Dubai come destinazione gastronomica internazionale. La città ospita residenti di quasi 200 nazionalità, e la sua offerta culinaria riflette questa diversità: dai grandi nomi della ristorazione globale ai concept locali che hanno costruito una propria identità negli ultimi anni. Il settore della ristorazione è considerato dalle autorità un elemento di coesione sociale oltre che un’attrazione turistica.
Ahmed Al Khaja, CEO del Dubai Festivals and Retail Establishment (DFRE), organismo che fa capo al DET, ha inquadrato l’iniziativa in termini culturali: “Il cibo ci unisce nella celebrazione della nostra umanità condivisa e della nostra straordinaria diversità. Questa è l’essenza di Dubai.” L’approccio riflette una tendenza consolidata nelle politiche turistiche dell’emirato: utilizzare eventi e campagne a finestra temporale per stimolare la spesa interna e attrarre visitatori in periodi specifici dell’anno, come accade già con Dubai Shopping Festival e Dubai Food Festival.
Un modello replicabile per il settore
Per i ristoratori, partecipare a campagne istituzionali di questo tipo comporta un costo in termini di margine, ma offre in cambio visibilità e accesso a una clientela che difficilmente varrebbe i prezzi ordinari. Il caso di Avatara e Trèsind Studio suggerisce che, almeno per i locali con una reputazione consolidata, la domanda latente esiste e basta abbassare temporaneamente la barriera economica per renderla effettiva. La questione aperta è se una quota di questi nuovi ospiti tornerà a prezzo pieno una volta conclusa la campagna — un dato che i ristoranti misureranno nelle settimane successive al 19 aprile.
Informazioni sulle offerte e l’elenco completo dei ristoranti partecipanti sono disponibili sul sito ufficiale della campagna.
