Nel primo trimestre del 2026 il mercato immobiliare di Abu Dhabi ha registrato transazioni per 66 miliardi di dirham, rispetto ai 25,31 miliardi dello stesso periodo del 2025: un incremento del 161 per cento in valore e del 96 per cento in volume, con 13.518 operazioni completate contro le 6.896 di un anno prima. I dati provengono dall’Abu Dhabi Real Estate Centre (Adrec) e fotografano un mercato che ha mantenuto la sua traiettoria anche dopo lo scoppio di un conflitto militare regionale il 28 febbraio scorso, senza mostrare segnali di rallentamento nei flussi di capitale straniero.
La domanda supera l’offerta, i prezzi degli affitti salgono del 16 per cento
L’indice dei canoni di locazione ha registrato un aumento annuo del 16 per cento rispetto a marzo 2025, indicatore di una pressione persistente sul mercato residenziale. Adrec segnala che nel trimestre sono stati registrati 16 nuovi progetti, il 60 per cento in più rispetto allo stesso periodo del 2025, ma l’offerta complessiva resta insufficiente rispetto alla domanda. Lo stock residenziale nella regione di Abu Dhabi dovrebbe crescere di 10.272 unità nel corso del 2026, passando da 314.976 a 325.248, per poi salire ulteriormente a 333.564 unità nel 2027. Le compravendite hanno totalizzato 50,97 miliardi di dirham attraverso 8.940 transazioni, con un aumento del 228,6 per cento in valore e del 134 per cento in volume anno su anno. Le transazioni ipotecarie hanno raggiunto 15,03 miliardi di dirham, in crescita del 53,4 per cento in valore.
Investimento straniero in forte accelerazione nonostante le tensioni regionali
Il dato più rilevante del trimestre riguarda gli investimenti diretti esteri. Gli investimenti individuali di origine straniera hanno raggiunto 8,27 miliardi di dirham, un aumento del 423 per cento rispetto al primo trimestre 2025 e pari all’intero volume di investimenti esteri registrato nell’arco del 2025. Investitori provenienti da 99 nazionalità hanno partecipato al mercato, contro le 68 dello stesso periodo dell’anno precedente. I mercati di provenienza più attivi includono Regno Unito, India, Russia, Cina, Giordania, Francia ed Egitto. L’attività straniera si è concentrata nelle zone di investimento designate, che hanno generato circa 36,4 miliardi di dirham, pari all’84 per cento del valore totale degli investimenti nelle aree monitorate, con un incremento del 242 per cento rispetto al primo trimestre 2025. L’accelerazione degli afflussi esteri in un contesto regionale instabile suggerisce che Abu Dhabi viene percepita dagli investitori internazionali come un porto sicuro nel Golfo, ruolo che gli Emirati Arabi Uniti hanno consolidato negli ultimi anni attraverso riforme normative, accordi di normalizzazione diplomatica e un’espansione aggressiva delle zone franche.
Le aree con i volumi più alti
A livello geografico, Hudayriyat Island ha guidato le transazioni con circa 11,97 miliardi di dirham, seguita da Reem Island con 9,45 miliardi e Saadiyat Island con 8,8 miliardi. Rashed Al Omaira, direttore generale di Adrec, ha dichiarato che i risultati del trimestre riflettono una crescente disciplina del mercato, con gli operatori orientati verso investimenti di lungo periodo piuttosto che verso dinamiche speculative. La proiezione sull’offerta residenziale fino al 2027 indica che le autorità puntano a contenere la pressione sui prezzi senza rallentare gli afflussi di capitale. Il confronto con Dubai, che resta il mercato immobiliare più liquido degli Emirati, rimane rilevante: Abu Dhabi si posiziona su fasce di prezzo più contenute e con una base di investitori istituzionali più solida, fattori che ne caratterizzano il profilo di rischio-rendimento.
