Dubai ha adottato un quadro doganale formale per instradare le merci verso destinazioni globali attraverso l’Oman, utilizzando il valico terrestre di Hatta come alternativa alle rotte marittime e aeree sotto pressione. La direttiva, pubblicata il 4 aprile con il Circolare Doganale n. 06/2026, definisce le procedure operative per un corridoio di transito temporaneo verso i porti e gli aeroporti omaniti. Le autorità doganali di Dubai hanno dichiarato che la misura punta a “garantire la continuità delle catene di approvvigionamento e agevolare il movimento delle merci” in un periodo di difficoltà operative che interessano i collegamenti via mare e via aria verso le destinazioni del CCG.
Hatta come nodo di transito regionale
Il corridoio terrestre Hatta-Oman non è una novità assoluta: le sue basi erano state annunciate a marzo nell’ambito della green corridor initiative Dubai-Oman. Il provvedimento di aprile aggiunge il dettaglio operativo che mancava, strutturando due flussi principali di cargo — marittimo e aereo — con procedure doganali distinte per ciascuno. Il valico di Hatta, già utilizzato per il traffico commerciale bilaterale tra gli Emirati e il sultanato, viene così elevato a snodo di redistribuzione per le merci dirette verso mercati più lontani. La scelta di Hatta non è casuale: si tratta del principale punto di accesso terrestre tra Dubai e l’Oman, con infrastrutture già rodate per il transito di veicoli commerciali pesanti.
Il contesto in cui si inserisce la misura è quello delle perturbazioni che da mesi colpiscono le rotte del Mar Rosso, con conseguenti deviazioni delle navi cargo verso il Capo di Buona Speranza e allungamento dei tempi di consegna. Dubai, che gestisce attraverso DP World uno dei sistemi portuali più integrati al mondo, ha interesse diretto a mantenere la propria posizione come hub logistico regionale anche quando le vie ordinarie risultano congestioniate o rischiose. L’Oman, con i porti di Salalah e Sohar e l’aeroporto internazionale di Muscat, offre capacità di smistamento aggiuntiva accessibile via terra in poche ore dal valico di Hatta.
Le implicazioni per gli operatori commerciali
Per le aziende che utilizzano Dubai come punto di transito o di origine delle spedizioni, il nuovo quadro doganale introduce un’opzione in più senza eliminare quelle esistenti. Il corridoio rimane per ora classificato come temporaneo, ma la formalizzazione procedurale suggerisce che le autorità lo considerino uno strumento strutturale, almeno finché le criticità sulle rotte principali non si attenuano. Gli operatori dovranno presentare documentazione doganale specifica per il transito via Hatta, con distinzione tra cargo marittimo e aereo a seconda della destinazione finale.
La misura si inquadra nella strategia più ampia degli Emirati di diversificare le connessioni logistiche regionali e ridurre la dipendenza da singole rotte. Gli accordi commerciali e di facilitazione doganale siglati tra Emirati Arabi Uniti e Oman negli ultimi anni — inclusi accordi di partenariato economico completo — hanno creato la base normativa su cui poggia questo tipo di cooperazione operativa.
La direzione intrapresa da Dubai indica una risposta pragmatica alle interruzioni logistiche: non attendere che le rotte si normalizzino, ma costruire vie alternative mentre la perturbazione è ancora in corso. Se il corridoio via Hatta dimostrerà sufficiente efficienza operativa, potrebbe consolidarsi come componente permanente della rete di distribuzione regionale, indipendentemente dall’evoluzione delle tensioni nel Mar Rosso.
