Dubai Taxi Company e Baidu lanciano il servizio commerciale di taxi senza conducente a Dubai

Dubai Taxi Company (DTC) e Baidu hanno avviato un servizio commerciale di taxi autonomi a Dubai attraverso la piattaforma Apollo Go. Si tratta del primo dispiegamento internazionale dell’app di Baidu, operativa sia su Android che iOS. Il servizio parte con una flotta di 50 veicoli e prevede un’espansione progressiva fino a oltre 1.000 unità nei prossimi anni. L’iniziativa si inserisce nella strategia emiratina per i trasporti autonomi, che fissa al 25% la quota di spostamenti senza conducente entro il 2030. I veicoli operano senza safety driver a bordo, sulla base di un permesso rilasciato dalle autorità di Dubai nel gennaio 2026.

Il quadro regolatorio e i precedenti

Il lancio commerciale segue un percorso di test avviato nei mesi scorsi. A gennaio 2026, Apollo Go aveva ottenuto il primo permesso emiratino per la circolazione di veicoli completamente autonomi, privi di conducente di sicurezza. Nello stesso mese, Baidu aveva inaugurato l’Apollo Go Park a Dubai, struttura che funge da primo hub operativo della società al di fuori della Cina. Questi passaggi hanno preceduto e reso possibile l’apertura commerciale del servizio. Dubai si posiziona così come prima piazza internazionale in cui Apollo Go opera con un’app dedicata al pubblico, replicando un modello già consolidato in Cina, dove la piattaforma ha superato 20 milioni di corse totali e registra oltre 300.000 corse settimanali nel quarto trimestre 2025.

La scelta di Dubai non è casuale. L’emirato ha costruito negli ultimi anni un ecosistema regolatorio favorevole alla sperimentazione tecnologica nei trasporti, con la Roads and Transport Authority (RTA) nel ruolo di interlocutore istituzionale. DTC, che gestisce una flotta di oltre 6.000 taxi e limousine con più di trent’anni di attività, porta nel partenariato la rete operativa locale e i sistemi di monitoraggio necessari per gestire un’espansione su larga scala. Baidu contribuisce la tecnologia di guida autonoma e l’infrastruttura software, inclusa la piattaforma Apollo Go con cui i passeggeri prenotano le corse.

Espansione della flotta e accesso al servizio

Il piano di rollout prevede tre fasi. Nella prima, 50 veicoli sono già operativi e prenotabili tramite l’app Apollo Go. In una seconda fase, il servizio sarà esteso agli utenti di Bolt e altri aggregatori di mobilità. L’obiettivo finale è una flotta superiore a 1.000 veicoli autonomi, con tempi non ancora definiti nel dettaglio. I veicoli hanno accumulato globalmente oltre 300 milioni di chilometri in modalità autonoma, di cui più di 190 milioni in assenza totale di conducente, con un track record di sicurezza che Baidu cita a sostegno dell’affidabilità operativa.

Per Dubai, il progetto rappresenta un banco di prova su scala reale per la mobilità autonoma in un contesto urbano ad alta densità turistica e commerciale. Il confronto con altre città che hanno avviato sperimentazioni simili — da San Francisco a Wuhan — sarà inevitabile, sia in termini di sicurezza che di accettazione da parte degli utenti.

Implicazioni per il mercato della mobilità

L’ingresso di Apollo Go nel mercato emiratino apre una competizione diretta con gli operatori tradizionali e con le piattaforme di ride-hailing già presenti, come Uber e Careem. DTC, azionista di maggioranza pubblico e operatore dominante nel trasporto su taxi, punta sulla partnership con Baidu per mantenere la leadership nella transizione verso la mobilità autonoma. La struttura del servizio — gestione operativa locale affidata a DTC, tecnologia fornita da Baidu — riflette un modello ibrido che potrebbe essere replicato in altri mercati in cui Apollo Go intende espandersi. La capacità di scalare rapidamente la flotta sarà il principale indicatore da monitorare nei prossimi mesi.

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