Gli Emirati Arabi Uniti hanno revocato nelle ultime settimane i visti di residenza di cittadini iraniani che si trovavano fuori dal paese, impedendo loro il rientro. I casi documentati da Iran International riguardano residenti di lungo periodo, titolari di golden visa e lavoratori legati a istituzioni iraniane presenti negli Emirati. Nessuna dichiarazione ufficiale è stata rilasciata dalle autorità emiratine, che non hanno risposto alle richieste di chiarimento. Le revoche si inseriscono in un deterioramento rapido delle relazioni bilaterali, dopo che l’Iran ha lanciato attacchi missilistici e con droni contro il territorio degli Emirati.
Le revoche colpiscono residenti e lavoratori
Tra i casi segnalati, un cittadino iraniano partito per l’India con la famiglia ha trovato il proprio visto di residenza annullato nel corso del viaggio, mentre i familiari non iraniani hanno potuto fare rientro regolarmente. Un altro ha visto revocare un golden visa decennale mentre si trovava all’estero. Un terzo, residente a Londra con visto di lavoro britannico, ha scoperto la cancellazione del proprio permesso emiratino prima ancora di imbarcarsi per Dubai.
Le revoche hanno riguardato anche il personale legato a istituzioni di matrice iraniana operanti negli Emirati: almeno cinque scuole iraniane sono state chiuse, con i registri scolastici restituiti alle famiglie. Sono stati sospesi anche un ospedale iraniano, il Club degli Iraniani, la sede locale dell’Università Islamica Azad e la moschea Imam Hossein. Gli alloggi collegati a queste strutture sono stati sgomberati, e i visti del personale — insegnanti e operatori sanitari inclusi — sono stati cancellati.
Chi si è visto revocare il permesso di soggiorno viene rimpatriato in Iran via Afghanistan, con trasferimento prima a Herat e poi rientro via terra.
Il contesto: attacchi iraniani e risposta emiratina
Secondo i dati ufficiali emiratini, l’Iran ha lanciato verso gli Emirati Arabi Uniti 393 missili balistici e da crociera e 1.835 droni, causando almeno 10 morti e 171 feriti, tra cui cittadini iraniani. Gli attacchi si sono inseriti in un’escalation regionale seguita all’avvio di operazioni militari congiunte statunitensi e israeliane contro la Repubblica Islamica.
La risposta di Abu Dhabi è andata oltre le misure amministrative. Il ministro degli Esteri Abdullah bin Zayed Al Nahyan ha definito la Repubblica Islamica “terrorista”, dichiarando che gli Emirati non avrebbero ceduto a “ricatti terroristici”. Il presidente Mohamed bin Zayed Al Nahyan aveva precedentemente definito l’Iran un “nemico”, avvertendo che il paese “non è un bersaglio facile”. Le autorità emiratine hanno inoltre chiesto alla consolazione iraniana a Dubai di ridurre il personale e operare con un organico minimo.
Implicazioni per la comunità iraniana negli Emirati
La comunità iraniana negli Emirati è una delle più numerose della regione: si stima comprenda diverse centinaia di migliaia di persone, concentrate soprattutto a Dubai, dove i legami commerciali e familiari con l’Iran hanno radici storiche profonde. Molti titolari di visti di residenza o golden visa avevano costruito attività imprenditoriali o trasferito patrimoni negli Emirati proprio in ragione della stabilità garantita da quei permessi.
Le revoche in corso, per ora prive di una comunicazione ufficiale, introducono un elemento di incertezza significativo per chi ha interessi economici o familiari che attraversano entrambi i paesi. La situazione rimane fluida: non è chiaro se le misure siano selettive — mirate a individui con legami istituzionali o a determinate categorie di visti — o se stiano assumendo un carattere più sistematico.
