Stretto di Hormuz chiuso, i supermercati UAE riorganizzano le catene di fornitura

La chiusura dello Stretto di Hormuz sta spingendo i principali operatori della grande distribuzione negli Emirati Arabi Uniti a individuare percorsi alternativi via terra, aria e mare per mantenere gli scaffali riforniti e contenere l’aumento dei prezzi. Catene come Spinneys, Choithrams e Lulu stanno adottando soluzioni logistiche non convenzionali, dai voli cargo charter dall’India al trasporto su gomma dall’Europa. I costi stanno aumentando — surcharge assicurative tra il 7 e il 20 per cento sulle merci sbarcate in Oman, rincari sui container, polizze guerra — ma i responsabili della distribuzione dicono che per ora i rincari non sono stati trasferiti integralmente ai consumatori.

Le strategie dei retailer

Spinneys, con oltre 75 punti vendita tra Emirati e Oman, sta attivando il corridoio verde dall’Oman, facendo entrare merci dal porto di Khor Fakkan sul lato orientale della penisola arabica, e sta esplorando rotte attraverso Gedda con trasporto terrestre finale verso Dubai e Abu Dhabi. L’opzione più insolita è il trasporto su strada dall’Europa: camion caricati in un magazzino vicino a Londra, traghettati in Francia e poi diretti agli Emirati in un percorso di circa 7.000 chilometri che richiede quindici giorni. Tom Harvey, general commercial manager di Spinneys, ha dichiarato che la catena è stata finora in grado di “tenere sotto controllo l’inflazione” grazie alla quota significativa di prodotti locali nel proprio assortimento, ma ha avvertito che alcuni prezzi saliranno e che la situazione viene monitorata quotidianamente.

Choithrams, con oltre 50 negozi negli Emirati, dispone di scorte per quattro-otto settimane e ha già cambiato alcuni paesi fornitori, condividendo spedizioni con altri retailer per ottimizzare i volumi. Lulu ha invece organizzato voli cargo charter con Etihad Airways: un recente volo ha trasportato circa 80.000 chilogrammi di prodotti freschi dall’India ad Abu Dhabi. Il governo federale ha comunicato di detenere riserve di beni essenziali sufficienti per quattro-sei mesi.

Prezzi al mercato e impatto sulla logistica

Al mercato ortofrutticolo di Mina Zayed ad Abu Dhabi, l’assenza delle importazioni iraniane si riflette già sui prezzi: i pomodori iraniani, normalmente venduti a 3 dirham al chilo, non sono disponibili, mentre quelli coltivati negli Emirati vengono offerti tra 5 e 8 dirham al chilo. I commercianti attendono forniture via mare dall’Iran, nella speranza che l’arrivo di nuove partite allenti la pressione sul mercato locale.

Sul fronte della logistica integrata, DHL ha dirottato i flussi attraverso i gateway di Oman e Arabia Saudita per limitare le interruzioni, ma ha già applicato tariffe aggiuntive su alcune spedizioni verso gli Emirati. Tobias Maier, CEO di DHL Global Forwarding per il Medio Oriente e l’Africa, ha precisato che l’impatto commerciale varia in funzione di routing, modalità di trasporto e tempistiche, e che qualsiasi normalizzazione dipenderà dalla riapertura delle rotte aeree e marittime.

Traslochi e spedizioni internazionali

Il settore dei traslochi internazionali registra un aumento delle richieste di preventivo, anche se Clare McIntyre di MacPack Removals stima che l’80 per cento degli interessati avesse già pianificato di lasciare gli Emirati prima dell’escalation. Le compagnie di navigazione non hanno ancora pubblicato tariffe aggiornate, ma aumenti e surcharge guerra sono considerati certi. I tempi di transito dal Regno Unito, normalmente di sei settimane via Suez, potrebbero salire a dodici settimane se le navi dovessero circumnavigare l’Africa meridionale, rotta già diventata comune durante le precedenti tensioni nel Mar Rosso nel 2023-2024 e ora di nuovo in discussione per i traffici diretti verso il Golfo.

La situazione resta fluida. I retailer dichiarano disponibilità sufficiente sugli scaffali nel breve periodo, ma la durata della chiusura dello Stretto determinerà in misura rilevante l’entità dei rincari che i consumatori si troveranno ad affrontare nelle prossime settimane.

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