La capacità di energia rinnovabile nell’area MENA ha registrato un incremento del 44% su base annua nel 2025. La crescita, guidata dall’espansione del solare utility-scale, riflette un cambiamento strutturale in corso in una regione storicamente dipendente dagli idrocarburi. A spingere gli investimenti sono tre fattori convergenti: la riduzione dei costi tecnologici, le politiche di diversificazione economica dei governi locali e le crescenti preoccupazioni sulla sicurezza energetica. Il risultato è un’accelerazione che non riguarda solo la produzione di elettricità, ma si estende a nuove filiere industriali, a partire dall’idrogeno verde, con implicazioni rilevanti per i flussi di capitali internazionali verso la regione.
Il solare guida l’espansione, lo stoccaggio risolve l’intermittenza
Il solare rimane la tecnologia trainante. I livelli di irradiazione tra i più elevati al mondo, combinati con il crollo dei costi registrato nell’ultimo decennio a livello globale, hanno reso il fotovoltaico la fonte di nuova generazione elettrica più competitiva in molti mercati MENA. Diversi paesi della regione hanno aggiudicato progetti utility-scale a tariffe record, confermando la piena maturità economica della tecnologia.
L’eolico avanza in parallelo nelle aree con risorse ventose consistenti. La vera novità strutturale, tuttavia, è la diffusione crescente di sistemi ibridi che combinano solare, eolico e accumulo su batterie. L’integrazione dello stoccaggio sta affrontando direttamente il problema dell’intermittenza, migliorando l’affidabilità delle reti e consentendo una quota più elevata di rinnovabili nel mix energetico nazionale. Secondo le proiezioni dell’IEA, il solare dovrebbe dominare le nuove aggiunte di capacità a livello mondiale nel prossimo decennio, e il MENA si posiziona tra le aree di crescita più rapida.
Le infrastrutture di rete restano però un collo di bottiglia significativo. In diversi mercati, la capacità di trasmissione e distribuzione non cresce alla stessa velocità dei nuovi impianti di generazione, limitando l’integrazione effettiva delle fonti rinnovabili. Anche i quadri regolatori e le strutture di finanziamento sono ancora in evoluzione, soprattutto per progetti di scala crescente.
L’idrogeno verde come leva di diversificazione industriale
Oltre alla generazione elettrica, la regione sta costruendo una posizione nel mercato emergente dell’idrogeno verde. Sfruttando l’abbondanza di risorse rinnovabili, diversi paesi stanno sviluppando progetti su larga scala per produrre idrogeno e suoi derivati — in particolare ammoniaca — destinati all’esportazione. L’idrogeno verde è considerato uno strumento chiave per decarbonizzare settori difficili da elettrificare direttamente, come l’industria pesante, il trasporto marittimo e l’aviazione.
Il legame tra rinnovabili e idrogeno sta generando nuove opportunità industriali a valle: manifattura, logistica, infrastrutture portuali di esportazione. La domanda globale di combustibili a basso tenore di carbonio sta attirando partnership internazionali e impegni di investimento a lungo termine verso la regione. Oman è uno dei casi più avanzati: il paese combina elevata irradiazione solare, risorse eoliche e accesso a rotte marittime strategiche, e ha già avviato progetti rilevanti nell’ambito della Vision 2040, che punta esplicitamente su sostenibilità e crescita del settore privato.
La sicurezza energetica ha assunto un peso crescente nelle decisioni di policy. Le interruzioni alle catene di approvvigionamento di petrolio e gas degli ultimi anni hanno reso evidente il rischio della dipendenza dai combustibili fossili, spingendo i governi ad accelerare gli investimenti in fonti energetiche di produzione domestica. Le rinnovabili vengono oggi valutate non solo come risposta alla crisi climatica, ma come asset strategico per la stabilità economica nazionale.
Implicazioni per gli investitori
La crescita del 44% registrata nel 2025 fotografa una trasformazione in atto su più livelli: generazione, distribuzione, consumo e ora anche produzione di combustibili per l’esportazione. Per gli investitori internazionali, il MENA offre una combinazione di vantaggi competitivi naturali, impegni governativi pluriennali e accesso a mercati di sbocco sia regionali che globali.
I rischi esistono e vanno considerati: vincoli infrastrutturali, quadri normativi ancora in definizione, questioni legate all’uso del suolo e all’impatto sulle comunità locali. Il potenziale, tuttavia, è supportato da dati concreti e da una direzione di policy chiara. Dubai e gli Emirati Arabi rimangono un hub naturale per strutturare operazioni e raccogliere capitali destinati a questa transizione energetica regionale.
