Millennium Management valuta Jersey come alternativa a Dubai per i suoi dipendenti

Il fondo Millennium Management, che gestisce asset per 87 miliardi di dollari, sta esplorando la possibilità di trasferire a Jersey alcuni dei propri dipendenti basati a Dubai che hanno chiesto di non rientrare negli Emirati. La decisione è legata all’instabilità percepita nella regione a seguito degli attacchi con droni iraniani, che hanno colpito anche un edificio nel Dubai International Financial Centre dove lavorano dipendenti del fondo. Millennium, che prima dell’escalation contava oltre 100 dipendenti a Dubai, intende comunque mantenere una presenza negli Emirati. Jersey è una delle opzioni sul tavolo, insieme ad altre destinazioni in Europa e Asia.

La pressione sulle aziende con dipendenti all’estero

Il caso Millennium fotografa un problema più ampio che interessa le multinazionali con personale residente a Dubai. Molti espatriati hanno lasciato gli Emirati nelle ultime settimane e si trovano ora in una posizione fiscale incerta: prolungare la permanenza all’estero oltre le soglie consentite rischia di farli rientrare nella fiscalità del paese d’origine, annullando il principale vantaggio del trasferimento a Dubai, ovvero l’assenza di imposte sul reddito personale.

Le autorità emiratine avrebbero già segnalato in via informale la disponibilità ad allentare temporaneamente i criteri di residenza fiscale, per consentire agli espatriati di trascorrere più tempo fuori dagli Emirati senza perdere lo status. Si tratta di un segnale rilevante, ma che non ha ancora prodotto misure formali. Nel frattempo, le aziende cercano soluzioni strutturali per i propri dipendenti, che non possono attendere indefinitamente.

Millennium ha uffici a Puerto Rico, Ginevra e Singapore, e permette ai propri collaboratori di operare da oltre 140 sedi nel mondo. Questo grado di flessibilità rende più gestibile la ricollocazione, ma non elimina la necessità di individuare destinazioni fiscalmente compatibili con i profili reddituali del personale di un fondo di questa dimensione.

Jersey: regime fiscale favorevole ma accesso limitato

Jersey, dipendenza della Corona britannica situata al largo della costa francese, non fa parte del Regno Unito e applica un regime fiscale autonomo. L’aliquota massima sul reddito personale è fissata al 20 per cento, significativamente inferiore a quella vigente nel Regno Unito. I cittadini britannici e irlandesi, così come i titolari di settled status nel Regno Unito, non necessitano di permessi specifici per risiedere e lavorare sull’isola.

Per i redditi più elevati esiste uno schema di residenza dedicato: i beneficiari pagano il 20 per cento sul primo 1,25 milioni di sterline di reddito mondiale, e l’1 per cento sulla parte eccedente. Per accedere al visto occorre dimostrare un reddito annuo sensibilmente superiore a 1,25 milioni di sterline e acquistare un immobile sull’isola per un valore minimo di 1,7 milioni. Nel 2023 sono state approvate soltanto 37 domande, il che segnala una capacità di assorbimento contenuta e criteri di selezione rigorosi.

Per profili come quelli dei trader e dei gestori di fondi che operano da Dubai, il regime jerseyano è fiscalmente competitivo, anche se lontano dall’azzeramento totale delle imposte che caratterizza gli Emirati.

Dubai rimane un hub, ma la diversificazione avanza

L’interesse crescente per destinazioni alternative non equivale a un abbandono di Dubai. La città ha attratto negli ultimi anni un numero consistente di operatori finanziari internazionali, attratti dalla fiscalità zero e da un’infrastruttura regolatoria sempre più sofisticata. Millennium stessa ha confermato che intende mantenere la propria presenza negli Emirati.

Quello che cambia è la struttura dei rischi che le aziende devono considerare. La concentrazione di personale chiave in un’unica sede, per quanto fiscalmente ottimale, espone le organizzazioni a vulnerabilità operative in caso di instabilità geopolitica. Jersey, come Singapore o Ginevra, rappresenta per fondi come Millennium non tanto una sostituzione, quanto un nodo aggiuntivo in una rete già distribuita.

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