Emaar Properties si colloca al quarto posto nella classifica globale dei brand immobiliari per valore nel 2025, con una stima di 4,048 miliardi di dollari. È l’unico sviluppatore degli Emirati Arabi tra i primi cinque di una lista dominata da colossi cinesi. Il dato è stato reso pubblico dallo stesso fondatore di Emaar, Mohamed Alabbar, attraverso un post sui social. Il posizionamento conferma la solidità internazionale del gruppo di Dubai in un settore dove la concorrenza asiatica mantiene un vantaggio dimensionale significativo, sostenuto da mercati interni di scala molto superiore.
Il confronto con i gruppi cinesi
In testa alla classifica figurano tre società cinesi: Vanke con 7,431 miliardi di dollari, China Resources Land con 7,149 miliardi e Poly Development con 6,732 miliardi. Il divario rispetto a Emaar è consistente, ma va letto nel contesto: i gruppi cinesi operano su un mercato domestico che per volume non ha eguali a livello globale, con una domanda abitativa e commerciale storicamente alimentata da una crescita demografica e urbanistica intensa.
Emaar, al contrario, ha costruito il proprio valore su progetti ad alto profilo in un mercato relativamente piccolo per dimensioni, espandendosi poi in India, Egitto, Turchia e altri mercati emergenti. Il fatto che il gruppo di Dubai si collochi davanti a CBRE — colosso americano dei servizi immobiliari con operatività globale e un brand consolidato da decenni — rappresenta un dato rilevante sulla percezione internazionale del marchio.
La composizione della top ten
Alle spalle di Emaar, la classifica vede Country Garden (Cina) con 3,93 miliardi di dollari, seguita da CBRE con 3,239 miliardi. Completano la top ten Longfor Properties (2,676 miliardi), China Overseas Land and Investment (2,532 miliardi), Mitsubishi Estate (2,499 miliardi) e Mitsui Fudosan (2,395 miliardi). La presenza di due gruppi giapponesi nella fascia finale della lista riflette la solidità dei mercati immobiliari di Tokyo e Osaka, tornati al centro dell’interesse degli investitori internazionali negli ultimi due anni.
La composizione geografica della classifica — sette gruppi asiatici su dieci, un solo europeo assente, un solo operatore del Golfo — fotografa gli equilibri attuali del settore immobiliare globale per capitalizzazione del brand.
Il peso del brand Emaar
Il valore del brand di Emaar è sostenuto da asset riconoscibili a livello mondiale: il Burj Khalifa, il Dubai Mall e i grandi complessi residenziali e commerciali che hanno ridefinito l’identità urbana di Dubai negli ultimi vent’anni. Negli ultimi esercizi il gruppo ha registrato ricavi e utili in crescita, con una pipeline di nuovi sviluppi a Dubai che continua ad espandersi in risposta a una domanda immobiliare ancora sostenuta.
Il posizionamento in classifica non riflette solo la capacità costruttiva del gruppo, ma anche la percezione del brand da parte di acquirenti, investitori e operatori del settore a livello internazionale — una variabile sempre più rilevante in un mercato come quello di Dubai, dove la domanda estera pesa in modo determinante sulle vendite.
Il quarto posto globale consolida Dubai come polo immobiliare di riferimento fuori dall’Asia, in un mercato dove la competizione per l’attrattività degli investitori si gioca anche sulla forza e la riconoscibilità dei marchi.
