Gli Emirati Arabi Uniti hanno avviato la prima fase del programma di incentivi fiscali per la ricerca e lo sviluppo, introducendo un credito d’imposta non rimborsabile fino al 50% sulle spese qualificate, con un tetto di 5 milioni di dirham. La misura si inserisce nella strategia di diversificazione economica del paese e rappresenta uno dei primi strumenti strutturati di agevolazione fiscale per l’innovazione privata dall’introduzione della Corporate Tax federale, entrata in vigore nel 2023. L’obiettivo dichiarato è stimolare gli investimenti del settore privato in ricerca applicata e tecnologie avanzate, sostenendo la transizione degli UAE verso un’economia basata sulla conoscenza.
Come funziona il credito fiscale nella Fase 1
Il programma, gestito dal Ministero delle Finanze, consente alle imprese di detrarre fino al 50% delle spese qualificate per R&S, entro un limite di 5 milioni di dirham per soggetto beneficiario. Il credito è non rimborsabile, il che significa che può ridurre l’imposta dovuta ma non genera rimborsi in caso di capienza insufficiente. Questa scelta riflette due considerazioni parallele: la relativa giovinezza del regime di Corporate Tax emiratino e la necessità di mantenere la coerenza con il framework OCSE Pillar Two, che impone un’aliquota minima effettiva del 15% per i grandi gruppi multinazionali. Un credito non rimborsabile, in questo contesto, offre maggiore prevedibilità sull’aliquota effettiva applicata, riducendo il rischio di conflitti con le regole internazionali anti-elusione. La struttura è stata progettata anche per semplicità amministrativa, elemento non secondario in una fase di rodaggio del sistema fiscale.
La prospettiva sul Pillar Two e il contesto internazionale
La scelta di un credito non rimborsabile non è casuale: risponde direttamente alle tensioni tra gli incentivi fiscali nazionali e le norme OCSE sul minimum tax rate. Sotto il Pillar Two, i crediti rimborsabili vengono trattati diversamente da quelli non rimborsabili ai fini del calcolo dell’aliquota effettiva, con implicazioni rilevanti per i gruppi con ricavi superiori a 750 milioni di euro. Gli UAE, che hanno recepito il framework OCSE nel proprio ordinamento fiscale, hanno quindi optato per uno strumento che non comprometta la posizione delle multinazionali operanti nel paese rispetto alle regole globali. Per le imprese italiane con strutture operative negli Emirati, questo significa che il credito R&S è immediatamente fruibile senza rischi di retoassessment fiscale internazionale.
La Fase 2 e le prossime evoluzioni del programma
Il Ministero delle Finanze utilizzerà i dati raccolti durante la Fase 1 — sull’adesione al programma, sulle tipologie di spese qualificate e sugli impatti economici — per definire la struttura della Fase 2. Tra le opzioni allo studio: l’introduzione di un credito rimborsabile, l’ampliamento del tetto di spesa qualificata e la possibilità di differenziare il trattamento per settori prioritari. I dettagli saranno comunicati successivamente. Per gli investitori e le imprese già presenti negli UAE, il segnale è quello di un sistema fiscale che si consolida progressivamente, introducendo strumenti competitivi in linea con le best practice internazionali.
Il programma R&S si affianca ad altri incentivi già operativi negli Emirati, come le free zone con aliquota zero e le agevolazioni per le imprese tecnologiche. La combinazione di questi strumenti rende il paese sempre più competitivo nell’attrarre centri di innovazione e attività di ricerca applicata. Per chi valuta un insediamento produttivo o una struttura holding nella regione, questo ulteriore tassello fiscale merita attenzione nella pianificazione.
