UAE lancia crediti fiscali per la R&S: fino al 50% sulle spese ammissibili

Gli Emirati Arabi Uniti hanno avviato la prima fase del Programma di Incentivi Fiscali per la Ricerca e lo Sviluppo, che consente alle imprese di ottenere un credito d’imposta non rimborsabile fino al 50% delle spese qualificanti in R&S, con un tetto massimo di 5 milioni di dirham. Il Ministero delle Finanze ha presentato la misura come uno strumento per abbassare la soglia di accesso agli investimenti in ricerca nel settore privato, in coerenza con la strategia di diversificazione economica avviata negli ultimi anni. Per le aziende straniere già operative negli UAE o in fase di valutazione dell’ingresso nel mercato, si tratta di un parametro concreto da inserire nei piani di business.

Come funziona il credito d’imposta

Il programma si inserisce nel quadro del regime di corporate tax introdotto negli UAE, operativo dal giugno 2023 con un’aliquota del 9% sugli utili superiori a 375.000 dirham. Il credito è non rimborsabile, il che significa che riduce l’imposta dovuta ma non genera rimborsi in caso di eccedenza. Le autorità hanno spiegato che questa struttura riflette la natura sperimentale della prima fase e facilita l’amministrazione del sistema. Sul piano tecnico, il disegno del programma è stato allineato al framework OECD Pillar Two, che stabilisce standard minimi globali per la tassazione delle multinazionali. Questa compatibilità riduce il rischio di trattamenti fiscali inattesi per i gruppi internazionali con presenza negli UAE, un aspetto rilevante per le imprese italiane con strutture holding o filiali nell’area.

La fase 2 dipenderà dai dati raccolti

La Fase 1 ha anche una funzione di osservatorio. Il Ministero delle Finanze raccoglierà dati sull’utilizzo del credito, misurerà l’impatto economico effettivo e utilizzerà queste informazioni per calibrare la versione successiva del programma. In base ai risultati, la Fase 2 potrebbe prevedere crediti rimborsabili, una platea più ampia di spese ammissibili o incentivi concentrati su settori specifici. Questo approccio graduale è coerente con il metodo adottato dagli UAE nell’introduzione del corporate tax: piccoli aggiustamenti successivi piuttosto che cambiamenti strutturali repentini. Per gli investitori, significa che le regole del gioco potrebbero evolvere nel tempo, ma con un processo prevedibile e comunicato in anticipo.

Implicazioni per chi investe nella regione

Il programma risponde a un obiettivo dichiarato: rendere gli UAE competitivi nell’attrazione di investimenti in tecnologia avanzata e industrie emergenti, segmenti in cui Dubai e Abu Dhabi stanno costruendo un posizionamento specifico. Per un’impresa italiana che valuta di stabilire attività di ricerca nella regione, l’incentivo fiscale si aggiunge a un ecosistema che già include zone franche con esenzioni doganali, infrastrutture logistiche e accesso ai mercati del Golfo. Il limite di 5 milioni di dirham (circa 1,2 milioni di euro) rende la misura più adatta a PMI e startup tecnologiche che a grandi gruppi con budget R&S elevati.

La combinazione di un’aliquota corporate contenuta, incentivi sulla ricerca e un sistema fiscale progettato per essere compatibile con gli standard OECD delinea un quadro che le imprese con piani di espansione nell’area MENA difficilmente possono ignorare nella fase di analisi comparativa delle giurisdizioni.

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