La Banca Centrale degli Emirati Arabi Uniti (CBUAE) ha approvato un pacchetto di misure a sostegno della stabilità finanziaria e del credito bancario, in risposta alle turbolenze sui mercati globali e regionali. Il consiglio di amministrazione, presieduto dallo sceicco Mansour bin Zayed Al Nahyan, ha tenuto la sua seconda riunione dell’anno e ha valutato positivamente le condizioni del sistema bancario nazionale, rilevando l’assenza di impatti rilevanti sulla salute del settore e sui sistemi di pagamento. Le misure approvate puntano a rafforzare la capacità delle banche di erogare credito anche in una fase di incertezza esterna.
Il sistema bancario UAE: i numeri di riferimento
Il settore bancario degli Emirati registra attivi totali per circa 5.400 miliardi di dirham (1.470 miliardi di dollari), con riserve valutarie che superano i 1.000 miliardi di dirham e un rapporto di copertura della base monetaria pari al 119 per cento. La liquidità complessiva detenuta dalle banche presso la banca centrale e gli attivi eligibili ammonta a circa 920 miliardi di dirham, di cui oltre 400 miliardi in riserve disponibili. Questi dati confermano una posizione patrimoniale e di liquidità solida, che la CBUAE intende preservare attraverso un intervento preventivo piuttosto che reattivo.
Per chi opera o investe negli Emirati, questi numeri hanno una ricaduta diretta: un sistema bancario liquido e ben capitalizzato riduce il rischio di restrizioni al credito per le imprese, incluse quelle a partecipazione straniera attive nei free zone o nel mercato locale.
Il pacchetto in cinque pilastri
Le misure approvate si articolano su cinque ambiti distinti. Sul fronte monetario, le banche potranno accedere fino al 30 per cento delle riserve obbligatorie in contanti e beneficiare di linee di liquidità a termine sia in dirham sia in dollari statunitensi. Sul fronte regolamentare, la CBUAE ha concesso un allentamento temporaneo dei requisiti di liquidità e dei ratio di finanziamento, oltre alla possibilità di utilizzare i buffer di capitale — incluso il Countercyclical Capital Buffer e il Capital Conservation Buffer — senza incorrere in vincoli automatici di distribuzione.
Sul piano creditizio, le banche sono autorizzate a differire la classificazione di alcuni prestiti per clienti colpiti dalle attuali condizioni di mercato, misura che riduce la pressione sulle sofferenze nel breve periodo. La banca centrale ha inoltre ribadito l’invito alle banche a mantenere attivo il flusso di credito verso l’economia reale. L’insieme di questi strumenti replica, in forma adattata al contesto emiratino, le logiche dei pacchetti di stabilità adottati da altre banche centrali durante fasi di stress finanziario.
Il contesto e le implicazioni per gli investitori
Il pacchetto arriva in un momento in cui i mercati internazionali registrano volatilità elevata, alimentata da tensioni geopolitiche e dall’incertezza sulle politiche commerciali globali. La CBUAE ha precisato di essere pronta a dispiegare ulteriori strumenti se le condizioni lo richiedessero, segnalando una postura attiva nella gestione del rischio sistemico.
Per un imprenditore o investitore italiano presente negli Emirati, il segnale rilevante è la continuità delle condizioni di accesso al credito e la stabilità del sistema dei pagamenti. In un contesto in cui altri mercati emergenti mostrano pressioni sui tassi e sulla liquidità, la posizione degli Emirati rimane relativamente difensiva. La scelta di intervenire in via precauzionale, prima che emergano segnali di deterioramento, è coerente con l’approccio regolatorio che ha caratterizzato la CBUAE negli ultimi anni e che rappresenta uno degli elementi di attrattività strutturale del sistema finanziario di Dubai e Abu Dhabi per operatori internazionali.
