Missili iraniani su Ras Laffan: danni estesi all’impianto LNG del Qatar, UAE chiude Habshan

Attacchi missilistici iraniani hanno colpito nella notte tra mercoledì e giovedì Ras Laffan, il cuore pulsante dell’industria del gas naturale liquefatto del Qatar, provocando danni estesi agli impianti di QatarEnergy e innescando diversi incendi. Negli Emirati Arabi Uniti, ADNOC ha chiuso in via precauzionale il complesso di Habshan dopo l’intercettazione di missili e la caduta di detriti sul sito e sul campo petrolifero di Bab. Nessuna vittima è stata registrata in entrambi i paesi. Gli attacchi si inseriscono in un’escalation militare che ha già coinvolto infrastrutture energetiche iraniane a South Pars e Asaluyeh, colpite in precedenza da Israele.

Danni a Ras Laffan, Shell valuta l’impatto sui propri asset

QatarEnergy ha confermato danni estesi all’impianto Pearl gas-to-liquids, operato da Shell con una partecipazione del 100% e una capacità di trattamento di 1,6 miliardi di piedi cubi al giorno di gas grezzo. Diversi impianti LNG sono stati colpiti da missili nelle prime ore di giovedì, causando incendi di grandi dimensioni e ulteriori danni strutturali. Shell ha dichiarato di essere in fase di valutazione dell’impatto su tutti gli asset operati o utilizzati nella Ras Laffan Industrial City, senza fornire ancora stime. La società britannica detiene anche una quota del 30% in un impianto LNG da 7,8 milioni di tonnellate annue e partecipazioni in ulteriori impianti in fase di sviluppo nel sito.

Il Qatar produce 77 milioni di tonnellate di LNG all’anno ed è il secondo esportatore mondiale del combustibile. Ras Laffan ospita anche la raffineria Laffan, che trasforma il condensato in prodotti raffinati tra cui carburante per aviazione. Entro la mattina di giovedì, tutti gli incendi risultavano spenti e il ministero dell’Interno del Qatar non ha segnalato feriti. Tuttavia, la portata dei danni strutturali agli impianti resta ancora da quantificare.

UAE chiude Habshan, Trump minaccia risposta militare

Negli Emirati, le autorità di Abu Dhabi hanno fermato le operazioni al complesso di Habshan, uno dei maggiori impianti di trattamento del gas al mondo con una capacità totale di 6,1 miliardi di piedi cubi standard al giorno distribuita su cinque unità produttive. L’intervento è stato determinato dai danni causati dai detriti di missili intercettati, non da impatti diretti. Nessun ferito è stato riportato e ADNOC non ha ancora comunicato tempi di ripristino.

Sul fronte diplomatico, il Qatar ha dichiarato persona non grata gli attaché militari e di sicurezza iraniani, ordinando loro di lasciare il paese entro 24 ore. Il ministero degli Esteri di Doha ha definito l’attacco a Ras Laffan “una minaccia diretta alla sicurezza nazionale” e ha accusato Teheran di un “approccio irresponsabile”. Il presidente americano Donald Trump ha minacciato di colpire l’intero giacimento di South Pars se l’Iran dovesse ripetere attacchi contro le infrastrutture LNG del Qatar, precisando che il raid israeliano su South Pars era avvenuto senza il previo coinvolgimento di Washington o Doha.

Implicazioni per i mercati del gas e per gli investitori nella regione

Per gli operatori e gli investitori italiani attivi negli Emirati e nel Golfo, la situazione richiede attenzione su più fronti. Una riduzione prolungata delle forniture LNG dal Qatar inciderebbe sui prezzi globali del gas, con effetti sulle catene di approvvigionamento energetico europee e sui contratti a lungo termine già in essere. Saul Kavonic di MST Marquee ha osservato che danni duraturi a Ras Laffan potrebbero generare una carenza strutturale di gas a livello globale, con prezzi in rialzo che avvantaggiano i produttori alternativi, Stati Uniti compresi.

Sul fronte emiratino, la temporanea chiusura di Habshan non ha per ora impattato le esportazioni di Abu Dhabi, ma la vulnerabilità delle infrastrutture energetiche della regione è tornata concretamente in primo piano. Chi opera o investe nel settore oil & gas negli UAE dovrà monitorare da vicino l’evoluzione del conflitto e le misure di sicurezza adottate da ADNOC nelle prossime settimane.

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