Un attacco con droni ha innescato un incendio nella zona industriale petrolifera di Fujairah, negli Emirati Arabi Uniti, a circa 150 chilometri da Dubai. L’episodio si inserisce in una sequenza di attacchi missilistici e con droni che l’Iran sta conducendo contro i paesi del Golfo da oltre due settimane, dopo i raid aerei congiunti condotti da Israele e Stati Uniti su Teheran il 28 febbraio. Le autorità emiratine hanno confermato che non ci sono stati feriti nell’attacco alla struttura energetica di Fujairah, mentre il Ministero della Difesa degli Emirati ha comunicato di aver intercettato nella sola giornata di martedì 10 missili balistici e 45 droni di origine iraniana.
Fujairah e Abu Dhabi sotto attacco
Un secondo incidente si è verificato nelle stesse ore quando un proiettile ha colpito una petroliera ancorata a 23 miglia nautiche a est di Fujairah. Lo UK Maritime Trade Operations (UKMTO) ha riferito di danni strutturali minori e nessun ferito, con gli investigatori che indicano come causa probabile detriti di intercettazione caduti sull’imbarcazione. Non era il primo episodio del genere: già sabato scorso detriti di un drone intercettato avevano provocato un incendio nello stesso hub petrolifero di Fujairah.
Ad Abu Dhabi, la caduta di frammenti seguita all’intercettazione di un missile balistico ha causato la morte di un cittadino pakistano nella zona di Bani Yas. La notizia arriva il giorno dopo la conferma della morte di un palestinese colpito da un razzo in area residenziale. Il Ministero della Difesa emiratino ha anche disposto una breve chiusura dello spazio aereo nazionale, con conseguenti cancellazioni e riprogrammazioni di voli da Dubai International Airport, uno dei principali hub di transito globale.
Il Golfo nel mirino: Qatar, Arabia Saudita e Kuwait
Gli attacchi di martedì non hanno riguardato soltanto gli Emirati. Il Qatar ha emesso due allerte di sicurezza nel corso della giornata, dichiarando di aver intercettato una seconda ondata di missili. I servizi di protezione civile qatarini hanno gestito un incendio limitato in un’area industriale a seguito della caduta di schegge da un missile abbattuto, senza feriti registrati. In Arabia Saudita, il Ministero della Difesa ha confermato l’abbattimento di otto droni nella regione orientale del paese. Il Kuwait National Guard ha intercettato e distrutto due droni.
Dall’inizio del conflitto, i paesi del Golfo hanno registrato complessivamente oltre 2.000 attacchi con missili e droni. Gli Emirati Arabi Uniti risultano il paese più colpito: Teheran ha lanciato finora più di 1.800 ordigni contro il territorio emiratino, probabilmente in relazione alla normalizzazione dei rapporti diplomatici tra Abu Dhabi e Israele sancita nel 2020. Human Rights Watch ha denunciato come molti degli attacchi iraniani abbiano colpito edifici residenziali, aeroporti civili, hotel e sedi diplomatiche, classificandoli come illegittimi ai sensi del diritto internazionale.
Implicazioni per chi opera negli Emirati
Per gli operatori economici e gli investitori italiani attivi negli Emirati, la situazione richiede un monitoraggio attento. Le infrastrutture energetiche di Fujairah — uno dei principali terminali per il trasporto di greggio al di fuori dello Stretto di Hormuz — e la tenuta operativa di Dubai International Airport sono asset strategici la cui continuità incide direttamente sulla catena logistica e commerciale regionale.
I paesi del Golfo, riuniti nel Consiglio di Cooperazione del Golfo, hanno rilasciato una dichiarazione congiunta di condanna degli attacchi iraniani, ribadendo l’impegno alla difesa dei propri territori. Le difese aeree emiratine hanno finora limitato i danni alle infrastrutture critiche, ma la ripetizione degli episodi e l’entità del fuoco missilistico mantengono elevato il livello di rischio operativo per chi ha interessi nella regione.
