Stretto di Hormuz chiuso, il benchmark Dubai crude registra volumi record nel MOC di marzo

La chiusura di fatto dello Stretto di Hormuz, conseguenza del conflitto in Medio Oriente, ha prodotto un effetto inatteso sul mercato petrolifero: il processo di valutazione Platts Dubai Market on Close ha registrato a marzo il livello di attività più elevato dalla sua istituzione, avvenuta oltre quarant’anni fa. L’anomalia geopolitica ha spinto i principali operatori a concentrare posizioni sul benchmark Dubai crude con un’intensità che non aveva precedenti nel quarantennio di storia dello strumento. I numeri fotografano un mercato sotto pressione, ma ancora pienamente operativo sul piano degli scambi.

Volumi ai massimi, prezzi in forte rialzo

Nel corso del mese di marzo sono stati scambiati 1.920 contratti parziali da 25.000 barili ciascuno attraverso il processo MOC, con 82 carichi da 500.000 barili dichiarati a convergenza. Il precedente primato risaliva all’agosto 2015, quando erano stati registrati 1.710 parziali e 78 convergenze. La convergenza si verifica quando tra due controparti vengono scambiati 20 parziali, generando la consegna fisica di un carico da 500.000 barili.

Sul fronte dei prezzi, il cash Dubai per carico maggio è stato valutato da Platts, divisione di S&P Global Energy, a 121,10 dollari al barile al 31 marzo. La media mensile si è attestata a 128,52 dollari al barile, rispetto ai 68,40 dollari registrati a febbraio per il front-month aprile. Il cash-futures spread, indicatore della struttura del mercato, ha registrato una media di più 37,66 dollari al barile a marzo, contro i 92 centesimi di febbraio: un segnale di backwardation acuta, tipica di mercati in cui la domanda immediata supera l’offerta disponibile.

Il 2 marzo Platts ha sospeso la nomina dei gradi di greggio con caricamento all’interno dello Stretto di Hormuz. Nonostante questo, i volumi hanno continuato a crescere, con Murban — greggio di bandiera di ADNOC con caricamento fuori dallo stretto — che ha rappresentato 38 dei 82 carichi convergenza dichiarati nel mese, il numero più alto mai registrato in un singolo mese per questo grado.

Gli operatori: TotalEnergies guida gli acquisti, Unipec i collocamenti

Sul lato acquisti, TotalEnergies ha ritirato 77 dei 82 carichi convergenza dichiarati a marzo, mentre Mercuria ne ha acquisiti quattro ed Equinor uno. Non è infrequente che un singolo operatore concentri tutti i carichi convergenza di un dato mese: Mercuria aveva assunto una posizione analoga in gennaio per i carichi con caricamento a marzo 2026.

Sul fronte vendite, Unipec ha collocato 21 carichi, seguita da Shell con 20, Vitol con 14, Phillips 66 con sette, BP e Trafigura con cinque ciascuna, Chevron e Gunvor con tre, PetroChina con due, PTT e Sinochem con uno ciascuna. Al 31 marzo restavano aperti 280 parziali non confluiti in convergenza, con posizioni distribuite tra Equinor, Mercuria, TotalEnergies, ExxonMobil, Reliance, Mitsui e altri.

Produzione e previsioni export

Sul fronte produttivo, l’Oman ha esportato in febbraio circa 847.000 barili al giorno, pari a 23,71 milioni di barili complessivi, secondo i dati del Centro nazionale di statistica. La produzione nello stesso mese ha raggiunto i 28,7 milioni di barili, con una media di 1,025 milioni di barili al giorno, in linea con gennaio.

ADNOC ha rivisto al rialzo le previsioni di esportazione del Murban per maggio, portandole a 1,61 milioni di barili al giorno dai precedenti 1,46 milioni, dopo aver posticipato la manutenzione programmata da maggio a settembre. Il Murban rappresenta circa 2 milioni di barili al giorno di capacità produttiva del gruppo emiratino, confermandosi il principale greggio per volumi nell’area del Golfo.

Il quadro di marzo riflette un mercato che ha risposto alla pressione geopolitica attraverso un intensificarsi degli scambi sui benchmark disponibili, senza paralisi operativa. La concentrazione degli acquisti su TotalEnergies e il primato dei parziali Murban indicano un riorientamento dei flussi verso i gradi non soggetti alla chiusura dello stretto, con implicazioni che si estenderanno ai prossimi mesi in funzione dell’evoluzione del conflitto.

Cristiano Volpi
Cristiano Volpihttps://dubai24.it
Consulente e imprenditore con base a Dubai e a Tallinn. Fondatore di Volpi & Partners FZ LLC e direttore editoriale di dubai24.it, specializzato in fiscalità internazionale e mercati degli Emirati Arabi Uniti.

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