Dubai pubblica il primo regolamento globale sull’emissione di asset virtuali

La Virtual Assets Regulatory Authority di Dubai (VARA) ha pubblicato un quadro normativo completo per l’emissione di asset virtuali, accompagnato da una Guidance operativa che il regolatore definisce la prima al mondo dedicata specificamente a questa materia. Il documento stabilisce obblighi di licenza, requisiti di trasparenza e una tassonomia delle categorie di asset, dal momento che chiunque emetta un asset virtuale nell’emirato nell’ambito di un’attività commerciale è tenuto a rispettare il nuovo rulebook. L’iniziativa si inserisce nella strategia più ampia di Dubai per attrarre operatori del settore crypto offrendo un ambiente regolamentato e prevedibile, in concorrenza con giurisdizioni come Singapore, Londra e Hong Kong.

Tre categorie di asset, tre regimi diversi

Il rulebook distingue gli asset in base alla natura dell’emissione e al modello di business sottostante. La categoria più regolamentata comprende i Fiat-Referenced Virtual Assets (FRVA), stablecoin ancorate a valute fiat di paesi non sanzionati, e gli Asset-Referenced Virtual Assets (ARVA), che rappresentano diritti di proprietà su asset reali tokenizzati. Entrambi richiedono licenza VARA e approvazione preventiva del whitepaper. Tuttavia, il regolatore esclude esplicitamente dal proprio perimetro le stablecoin in AED, che rimangono di competenza della Banca Centrale degli Emirati, così come le valute digitali delle banche centrali (CBDC) e i depositi bancari tokenizzati per i regolamenti interbancari.

Una seconda categoria prevede obblighi ridotti: non è richiesta una licenza diretta all’emittente, ma la distribuzione deve avvenire esclusivamente attraverso distributori autorizzati, ai quali spetta condurre la due diligence e verificare la conformità continuativa al rulebook. Questo schema consente una certa flessibilità operativa mantenendo la responsabilità di vigilanza all’interno della catena di distribuzione.

Fuori da qualsiasi obbligo regolamentare ricadono invece gli asset non trasferibili, i virtual asset a circuito chiuso riscattabili e quelli utilizzabili esclusivamente per l’acquisto di beni o servizi specifici. Il regolatore chiarisce inoltre che le criptovalute con funzionalità di anonimizzazione, le cosiddette privacy coin, restano vietate nell’emirato senza eccezioni.

Disclosure come pilastro del sistema

L’elemento centrale del framework è l’obbligo di trasparenza. Ogni emittente deve produrre un whitepaper e una dichiarazione di rischio che siano chiari, accurati e accessibili agli utenti potenziali. VARA punta esplicitamente a un modello di regolazione basato sulla disclosure, in linea con l’approccio adottato da altre autorità finanziarie mature, dove la tutela dell’investitore passa prima di tutto dall’informazione.

Il rulebook definisce anche le responsabilità di governance e gli obblighi di disclosure continuativa, con requisiti specifici per gli ARVA in materia di asset di riserva, diritti di rimborso e struttura legale. Gli FRVA, dal canto loro, possono essere utilizzati esclusivamente per acquistare o vendere asset all’interno dell’ecosistema di asset virtuali: il loro impiego come mezzo di pagamento per beni e servizi all’interno degli Emirati è esplicitamente vietato.

Matthew White, CEO di VARA, ha dichiarato che standard chiari sull’emissione sono fondamentali per costruire mercati trasparenti e resilienti. Il General Counsel Ruben Bombardi ha aggiunto che la fiducia si costruisce attraverso la chiarezza, e che la chiarezza parte dalla disclosure.

Dubai consolida il posizionamento regolatorio

Con questo rulebook, Dubai formalizza un sistema a più livelli che cerca di bilanciare apertura all’innovazione e presidio dell’integrità del mercato. L’esclusione delle privacy coin e delle valute di paesi sanzionati segnala l’allineamento con gli standard internazionali anti-riciclaggio, un requisito sempre più determinante per gli operatori istituzionali che scelgono dove stabilire la propria base operativa. Il fatto che VARA abbia separato la propria competenza da quella della Banca Centrale per le stablecoin in AED riflette una divisione istituzionale già visibile in altre giurisdizioni, dove i confini tra regolazione dei mercati finanziari e politica monetaria tendono a restare distinti anche nel contesto degli asset digitali.

Cristiano Volpi
Cristiano Volpihttps://dubai24.it
Consulente e imprenditore con base a Dubai e a Tallinn. Fondatore di Volpi & Partners FZ LLC e direttore editoriale di dubai24.it, specializzato in fiscalità internazionale e mercati degli Emirati Arabi Uniti.

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