Gli Emirati entrano nella top 10 mondiale degli esportatori

Per la prima volta nella sua storia, gli Emirati Arabi Uniti figurano tra i dieci maggiori esportatori di merci al mondo. Il dato emerge dall’ultimo rapporto dell’Organizzazione Mondiale del Commercio e segna il risultato di una traiettoria avviata cinque anni fa, quando il paese occupava la 17esima posizione nella stessa classifica. Il commercio estero totale degli Emirati ha raggiunto 6.000 miliardi di dirham (circa 1.600 miliardi di dollari) nel 2024, con una crescita del 15 per cento rispetto all’anno precedente. Il surplus commerciale su beni e servizi si attesta a 584 miliardi di dirham.

Otto posizioni in cinque anni

Il salto dalla 17esima alla 9esima posizione nella classifica WTO degli esportatori di merci non è il frutto di una singola leva, ma di una strategia commerciale costruita nel tempo attraverso accordi bilaterali, aperture di mercato e investimenti in infrastrutture logistiche. Dubai, in particolare, svolge il ruolo di hub di transito e ridistribuzione per flussi commerciali che collegano Asia, Africa, Europa e Americhe. Il porto di Jebel Ali è tra i più trafficati al mondo, e la rete aeroportuale degli Emirati garantisce connettività merci difficilmente replicabile nella regione. La diversificazione settoriale — dai prodotti petroliferi all’oro, dai macchinari industriali ai beni di consumo — ha ridotto la dipendenza dagli idrocarburi come voce dominante dell’export. Questo riequilibrio riflette anche gli obiettivi del piano economico UAE 2031, che punta a portare il PIL non petrolifero a rappresentare la quota maggioritaria dell’economia nazionale.

Accordi commerciali come leva strutturale

Negli ultimi quattro anni gli Emirati hanno accelerato la firma di Comprehensive Economic Partnership Agreements (CEPA) con un numero crescente di paesi, tra cui India, Indonesia, Turchia, Israele, Georgia e diversi stati africani. Questi accordi, che prevedono riduzioni tariffarie e semplificazioni doganali, hanno ampliato l’accesso dei prodotti emiratini a mercati con centinaia di milioni di consumatori. Il ministro di Stato per il Commercio Estero, Thani bin Ahmed Al Zeyoudi, ha dichiarato che il paese continuerà a rafforzare i partenariati globali e ad espandere la propria presenza commerciale internazionale. La rete di relazioni commerciali costruita in questo periodo costituisce oggi un vantaggio competitivo difficile da replicare per i concorrenti regionali, incluse economie più grandi come l’Arabia Saudita, che non figura nella stessa fascia della classifica WTO.

Le implicazioni per gli investitori esteri

Per le imprese che valutano gli Emirati come base operativa, l’ingresso nella top 10 degli esportatori offre un dato oggettivo su cui calibrare le decisioni. Un paese con un surplus commerciale di quella dimensione e un commercio estero in crescita strutturale offre condizioni diverse rispetto a mercati in stagnazione o in contrazione. La presenza di grandi volumi di scambio genera domanda di servizi finanziari, logistici, legali e tecnologici — settori in cui le imprese straniere operano già in misura significativa attraverso le free zone emiratine. Il posizionamento degli Emirati come nodo commerciale globale si consolida in un contesto in cui altri hub tradizionali — Singapore, Rotterdam, Hong Kong — affrontano pressioni geopolitiche e competitive crescenti.

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