Lo scorso incontro tra il presidente di Siemens Energy, Christian Bruch, e Sheikh Ahmed bin Saeed Al Maktoum, presidente del Dubai Supreme Council of Energy, ha messo a fuoco un’agenda precisa: individuare aree di cooperazione concreta nel settore energetico e infrastrutturale. Al tavolo anche Saeed Mohammed Al Tayer, vicepresidente del Consiglio e CEO di DEWA, l’autorità che gestisce elettricità e acqua dell’emirato. Il meeting si inserisce in un percorso più ampio con cui Dubai punta a consolidare partnership industriali internazionali per accelerare la transizione verso le energie rinnovabili.
Il contesto della partnership
Dubai ha fissato obiettivi ambiziosi in materia di energia pulita: entro il 2050, il piano energetico dell’emirato prevede che il 100% della produzione provenga da fonti rinnovabili e pulite. DEWA è il principale operatore pubblico di questo processo, con progetti già avviati nel solare, nell’idrogeno verde e nell’efficienza delle reti. Siemens Energy, da parte sua, è uno dei principali fornitori globali di tecnologie per la generazione, la trasmissione e la distribuzione di energia, con una presenza consolidata nei mercati del Golfo. L’incontro con la dirigenza emiratina non è il primo segnale di interesse reciproco: le due realtà hanno già collaborato su progetti di infrastruttura energetica nella regione.
Durante il colloquio, Bruch ha riconosciuto il percorso compiuto da Dubai nello sviluppo del settore delle energie rinnovabili, citando la coerenza degli investimenti con gli standard internazionali più avanzati. La dichiarazione, pur protocollare nel tono, riflette un dato di fatto: il complesso solare Mohammed bin Rashid Al Maktoum è oggi uno dei più grandi al mondo per capacità installata, con una roadmap che punta a 5 gigawatt entro il 2030.
Energia e infrastrutture al centro del dialogo
I colloqui hanno riguardato sia il settore energetico che quello infrastrutturale più in senso lato. Questo secondo ambito è rilevante perché la crescita demografica e commerciale di Dubai genera una domanda crescente di reti intelligenti, sistemi di stoccaggio e soluzioni per la gestione dei picchi di consumo. Siemens Energy dispone di tecnologie specifiche per questi ambiti, dalla digitalizzazione delle reti alla produzione di turbine a gas ad alta efficienza, utilizzate anche in configurazioni ibride con fonti rinnovabili.
Il coinvolgimento diretto di Khalid bin Hadi, managing director di Siemens Energy UAE, suggerisce che i colloqui non siano rimasti a livello strategico, ma abbiano toccato aspetti operativi legati alla presenza locale dell’azienda. Gli Emirati Arabi Uniti rappresentano per Siemens Energy un mercato di riferimento nella regione MENA, con contratti già attivi nel settore della generazione elettrica e della trasmissione.
La strategia Dubai nel quadro regionale
La scelta di Dubai di moltiplicare i tavoli con i grandi player industriali del settore energetico risponde a una logica precisa: diversificare i fornitori di tecnologia e ridurre la dipendenza da singoli partner in un comparto considerato strategico. In parallelo, l’emirato sta cercando di posizionarsi come hub regionale per l’export di energia pulita, incluso l’idrogeno verde, verso i mercati europei e asiatici. Questo obiettivo richiede infrastrutture all’altezza e accordi industriali stabili con aziende capaci di garantire trasferimento tecnologico e supporto a lungo termine.
L’esito concreto dell’incontro non è stato reso pubblico nei dettagli. Le parti hanno indicato l’intenzione di proseguire i lavori esplorativi, lasciando aperta la strada a eventuali accordi formali nelle prossime settimane o mesi.
