Le vendite di immobili off-plan a Dubai hanno subito un rallentamento nelle prime settimane dall’escalation del conflitto regionale. I dati del Dubai Land Department registrano un calo del 21 percento mese su mese a marzo, con 9.368 transazioni. Per arginare il fenomeno, diversi sviluppatori hanno reagito con sconti fino al 10 percento e condizioni di pagamento più flessibili. Il mercato off-plan aveva chiuso il 2024 rappresentando il 69 percento delle transazioni totali e il 65 percento del valore complessivo delle compravendite nella città, secondo i dati ufficiali del Land Department.
Sconti e incentivi per riattivare la domanda
I progetti di Dubai Creek Harbour, sviluppo residenziale a circa dieci minuti dal centro città, hanno già ridotto i prezzi off-plan di circa il 9 percento, stando a quanto riferito da agenti immobiliari attivi nell’area. Binghatti, tra i maggiori sviluppatori privati locali per volume di vendite off-plan nel 2024, ha organizzato un evento riservato agli investitori offrendo sconti analoghi su progetti con consegna prevista entro l’anno prossimo.
Un operatore del settore, che ha chiesto l’anonimato per non compromettere i rapporti commerciali con i developer, descrive un mercato che si è quasi fermato: “Gli sviluppatori che hanno lanciato i progetti a gennaio e febbraio ora cercano di incentivare i broker, li invitano a pranzo, ricordano loro che sono ancora operativi. È lento.” Un secondo developer, anch’esso non identificato, conferma che l’interesse per il mercato off-plan è diventato “incredibilmente lento”, nonostante la società stia proseguendo con nuovi lanci.
I dati complessivi dei primi tre mesi dell’anno mostrano ancora un saldo positivo: le transazioni nel primo trimestre sono superiori del 15 percento rispetto allo stesso periodo del 2024, trainate dai risultati di gennaio e febbraio. La traiettoria di marzo, tuttavia, indica un cambio di ritmo che gli operatori monitorano con attenzione.
Le residenze brandizzate sotto pressione
Il segmento delle branded residences — unità residenziali associate a marchi di lusso come Armani, Bugatti, Pagani o Four Seasons — è quello che appare più esposto alla volatilità geopolitica. Si tratta di prodotti con margini elevati per i developer e un target di acquirenti con disponibilità patrimoniali molto alte, storicamente mobili e sensibili alle percezioni di sicurezza regionale.
“Un miliardario non ha in cima alla sua lista di priorità la qualità della difesa missilistica,” ha detto l’operatore anonimo. “Se la situazione si protrae sei mesi, non ha bisogno di essere qui. Se dura a lungo, potrebbe significare la fine di quelle residenze di fascia altissima.”
L’agenzia Savills ha indicato che la costruzione dei cantieri in corso prosegue regolarmente, con i developer che puntano a completare le vendite in un arco temporale più lungo. Atkins Realis, società di ingegneria e project management attiva a Dubai, ha confermato l’assenza di impatti logistici significativi al momento, pur prevedendo che alcune commesse potrebbero subire ritardi o cancellazioni. “I fondamentali di base sono ancora solidi — crescita demografica, sviluppo urbano, trasporto di massa. I programmi nazionali di sviluppo sono intatti. Ma inevitabilmente ci sarà una pausa e alcuni progetti saranno cancellati,” ha dichiarato Campbell Gray, CEO regionale della società, alla radio Dubai Eye.
Prospettive a breve termine
Il mercato immobiliare di Dubai era entrato nel 2025 su una traiettoria di forte espansione, alimentata da flussi migratori di alta fascia, domanda internazionale e un ciclo di sviluppo che aveva accelerato significativamente negli ultimi tre anni. La maggior parte delle vendite off-plan viene strutturata con piani di pagamento rateali, il che rende il mercato particolarmente dipendente dalla fiducia degli acquirenti sulla stabilità del contesto e sulla capacità dei developer di rispettare i tempi di consegna.
Il segnale di marzo non implica necessariamente un’inversione di tendenza, ma indica che la domanda è condizionata dall’andamento del conflitto. La durata dell’instabilità regionale resta la variabile principale per determinare se si tratti di una flessione temporanea o di un aggiustamento più profondo.
