La borsa di Dubai ha chiuso mercoledì in rialzo del 2 per cento, trainata da Emaar Properties (+5,6%) ed Emirates NBD (+4,7%). A sostenere il sentiment degli investitori hanno concorso due fattori distinti: il lancio di un pacchetto di sostegno governativo da 1 miliardo di AED (circa 272 milioni di dollari) e le dichiarazioni del presidente americano Donald Trump, che ha indicato una possibile conclusione delle operazioni militari contro l’Iran entro due-tre settimane, aprendo a un allentamento delle tensioni regionali.
Il pacchetto da 1 miliardo e i dati sul PIL
L’Executive Council di Dubai ha approvato un piano di supporto al settore privato da 1 miliardo di AED, operativo dal 1° aprile per un periodo compreso tra tre e sei mesi. L’intervento mira a rafforzare la resilienza del tessuto economico e a consolidare la fiducia di imprese e investitori in un contesto regionale ancora instabile. Il provvedimento si inserisce in un quadro macroeconomico favorevole: il PIL di Dubai è cresciuto del 5,4 per cento, superando i 937 miliardi di AED, sostenuto dalla diversificazione settoriale e dalle politiche pro-business dell’emirato. “Il pacchetto di Dubai potrebbe attenuare le pressioni economiche e fornire un ulteriore impulso al mercato”, ha dichiarato Milad Azar, analista di XTB MENA. “Gli Emirati continuano a beneficiare di fondamentali solidi.”
I mercati del Golfo reagiscono alle attese su Iran
Il recupero di Dubai ha trascinato l’intera regione GCC. Abu Dhabi ha guadagnato l’1,4 per cento, con Aldar Properties in rialzo dello 0,9 per cento. Il Qatar ha segnato +0,8 per cento, con Industries Qatar in avanzamento del 3,9 per cento, nonostante nella stessa giornata un missile abbia colpito una petroliera noleggiata da QatarEnergy nelle acque qatariote. L’Arabia Saudita ha chiuso in rialzo dello 0,2 per cento, sostenuta da Saudi National Bank (+1,2%) e Saudi Aramco (+0,6%). Il mercato egiziano ha registrato la performance più marcata fuori dal Golfo, con l’indice principale in crescita di oltre il 3 per cento. Il greggio, dopo un’apertura positiva, ha invertito la rotta nel corso della sessione, penalizzato dall’incertezza persistente sullo scenario mediorientale. Azar ha precisato che “se le attese di de-escalation si concretizzeranno, il recupero potrebbe consolidarsi nel medio termine”.
Il contesto: un mese di guerra e mercati sotto pressione
Le borse del Golfo operano da circa un mese in un clima di volatilità legato al conflitto tra Stati Uniti e Iran. Le aperture di Trump a una chiusura rapida delle operazioni militari — segnalando che Teheran non è tenuta a raggiungere un accordo formale per fermare le ostilità — hanno rappresentato il segnale più esplicito finora di una possibile uscita dal conflitto. Per Dubai, la combinazione tra stimolo fiscale interno e possibile stabilizzazione geopolitica regionale ha offerto agli investitori una doppia motivazione di acquisto in una seduta che ha visto i volumi amplificarsi sui titoli a maggiore capitalizzazione.
La tenuta dei fondamentali dell’emirato — PIL in crescita, flussi turistici sostenuti, settore immobiliare attivo — continua a differenziare Dubai dagli altri mercati regionali, più esposti alle oscillazioni del prezzo del petrolio e alle tensioni geopolitiche dirette. Il pacchetto da 1 miliardo di AED rafforza questa posizione nel breve periodo, ma la direzione dei mercati nelle prossime settimane dipenderà in larga misura dagli sviluppi sul fronte Iran.
