Uber e WeRide lanciano robotaxi senza conducente a Dubai

Uber e la società cinese di guida autonoma WeRide hanno avviato a Dubai un servizio di robotaxi completamente privo di operatore umano a bordo. Le corse sono prenotabili attraverso l’app Uber e coprono alcune zone commerciali, industriali e portuali dell’emirato. La Roads and Transport Authority (RTA) ha rilasciato il permesso per la sperimentazione di veicoli senza conducente lo scorso mese. Sul piano operativo, il servizio è gestito localmente da Tawasul, operatore emiratino di mobilità e flotte. Si tratta di una transizione diretta rispetto al programma pilota avviato a dicembre, quando le corse erano gratuite e prevedevano ancora la presenza di un supervisore a bordo.

Le zone operative e il modello di servizio

Il servizio copre aree come Dubai Silicon Oasis, Dubai Investment Park Second, Jabal Ali Industrial First, alcune zone residenziali periferiche e il polo commerciale marittimo di Al Hamriya Port. La scelta di queste aree riflette una strategia graduale: si tratta di quartieri con traffico più prevedibile rispetto al centro urbano, ma sufficientemente variegati da testare il sistema in condizioni reali.

Il modello operativo ricalca quello già adottato da Uber con Waymo negli Stati Uniti: la piattaforma di ride-hailing gestisce la rete e le operazioni di flotta, mentre WeRide mantiene la responsabilità sulla tecnologia di guida autonoma. Tawasul si occupa della gestione locale dei veicoli. Questo schema consente a Uber di espandere la propria offerta di mobilità autonoma senza dover sviluppare internamente la tecnologia AV.

Gli interessi finanziari di Uber in WeRide

Uber detiene una quota del 5,82% in WeRide, come dichiarato in un documento depositato presso la Securities and Exchange Commission statunitense. La partecipazione vale circa 150 milioni di dollari ai prezzi di mercato di lunedì. L’anno scorso Uber aveva investito 100 milioni di dollari nella società, nell’ambito di una partnership commerciale che prevede l’espansione del servizio di robotaxi in altri 15 centri urbani nei prossimi cinque anni, incluse alcune città europee.

La relazione tra le due società va dunque oltre il semplice accordo commerciale: Uber ha un interesse finanziario diretto nella crescita di WeRide, e l’espansione in Medio Oriente contribuisce a consolidare la valutazione della partecipazione. Dubai rappresenta in questo senso un mercato strategico: la città ha già dimostrato una propensione normativa favorevole alla sperimentazione tecnologica, e la RTA ha accelerato le procedure autorizzative per i veicoli autonomi rispetto a molte altre giurisdizioni.

Il contesto regionale e le prospettive

Gli Emirati Arabi Uniti si sono posizionati negli ultimi anni come hub privilegiato per la mobilità del futuro, con una regolamentazione più agile rispetto a quella europea e a quella di diversi stati americani. Dubai ha già ospitato sperimentazioni di droni per consegne e taxi aerei, e l’approvazione rapida dei permessi per WeRide si inserisce in questa traiettoria.

Per Uber, il Medio Oriente rappresenta un mercato in cui la concorrenza con operatori locali come Careem — acquisita nel 2019 e poi parzialmente scorporata — rimane rilevante. L’integrazione dei robotaxi nell’app rafforza la proposta di valore della piattaforma in una regione ad alto tasso di urbanizzazione e con una popolazione giovane abituata all’adozione tecnologica rapida.

L’espansione verso altre 15 città, con un orizzonte di cinque anni, suggerisce che il lancio di Dubai non è un episodio isolato ma parte di una strategia strutturata. I mercati europei citati come destinazione futura dovranno tuttavia confrontarsi con quadri normativi più complessi, dove i tempi di approvazione per la guida autonoma commerciale restano incerti.

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