Il presidente degli Emirati Arabi Uniti, Sheikh Mohamed bin Zayed Al Nahyan, e il presidente del Consiglio Europeo António Costa hanno avuto un colloquio telefonico incentrato sulle tensioni in corso nella regione mediorientale e sulle ricadute che queste producono sulla stabilità internazionale. Al centro della conversazione, gli attacchi a civili e infrastrutture, la sicurezza delle rotte marittime e le conseguenze economiche per i mercati globali. Il dialogo conferma il ruolo degli Emirati come interlocutore privilegiato dell’Unione Europea nella gestione delle crisi regionali.
Costa condanna gli attacchi, in gioco le rotte commerciali
Nel corso del colloquio, Costa ha condannato gli attacchi a civili e infrastrutture, definendoli una violazione del diritto internazionale e della sovranità degli Stati. La dichiarazione si inserisce in un contesto di crescente pressione diplomatica europea verso le parti in conflitto nell’area del Mar Rosso e del Golfo Persico, dove gli attacchi degli Houthi yemeniti alle navi mercantili hanno già costretto numerose compagnie di navigazione a dirottare le rotte verso il Capo di Buona Speranza, aumentando tempi e costi del trasporto marittimo globale.
Le implicazioni per il commercio internazionale sono concrete. Lo Stretto di Bab el-Mandeb, che collega il Mar Rosso al Golfo di Aden, è uno dei corridoi più trafficati al mondo: attraverso di esso transita una quota significativa del commercio tra Europa e Asia, oltre a volumi rilevanti di forniture energetiche. La destabilizzazione di questo asse colpisce direttamente gli approvvigionamenti europei e le catene di fornitura industriale, aggravando pressioni inflazionistiche già presenti nel Vecchio Continente.
Gli Emirati, per posizione geografica e peso economico, sono esposti in modo diretto a qualsiasi perturbazione che riguardi i traffici marittimi nel Golfo. Dubai, in particolare, è il principale hub logistico e commerciale della regione: il porto di Jebel Ali figura tra i più movimentati al mondo e funge da snodo per le merci destinate all’Asia meridionale, all’Africa orientale e all’Europa.
UAE e UE verso un rafforzamento delle relazioni bilaterali
Il colloquio ha toccato anche il tema della cooperazione bilaterale. I due leader hanno ribadito l’intenzione di rafforzare i legami tra Emirati e Unione Europea, con un riferimento esplicito all’esplorazione di nuovi ambiti di collaborazione. I negoziati per un accordo di libero scambio tra UE e Consiglio di Cooperazione del Golfo, ripresi dopo anni di stallo, rappresentano il quadro formale entro cui si inscrivono queste aperture. Sul piano energetico, gli Emirati restano un fornitore strategico di gas naturale liquefatto per l’Europa, in un momento in cui Bruxelles continua a diversificare le proprie fonti di approvvigionamento dopo la riduzione delle importazioni dalla Russia.
Il dialogo politico ad alto livello tra Abu Dhabi e le istituzioni europee si è intensificato negli ultimi anni, parallelamente alla crescita degli investimenti emiratini in Europa e all’espansione della presenza di aziende europee negli Emirati. Il fondo sovrano Abu Dhabi Investment Authority figura tra i principali investitori istituzionali nel Vecchio Continente.
La diplomazia emiratina in un contesto di tensione regionale
Il colloquio con Costa si aggiunge a una serie di contatti diplomatici che Abu Dhabi mantiene con le principali cancellerie occidentali. Gli Emirati hanno tradizionalmente privilegiato un approccio pragmatico alla gestione dei conflitti regionali, coltivando relazioni con attori diversi e posizionandosi come mediatori o facilitatori in contesti di crisi. Questo orientamento ha consentito ad Abu Dhabi di mantenere canali aperti sia con l’Occidente sia con potenze come Cina e Russia, rafforzando il proprio peso diplomatico in uno scenario internazionale sempre più frammentato.
La telefonata tra MBZ e Costa riflette la volontà di entrambe le parti di mantenere un coordinamento stretto in un momento in cui le variabili di instabilità nell’area mediorientale continuano a influenzare i mercati energetici, le rotte commerciali e le prospettive di crescita globale.
