India inaugura l’aeroporto di Jewar: 1,2 miliardi di dollari e il banco di prova del modello infrastrutturale indiano

Il 28 marzo Narendra Modi ha inaugurato il Noida International Airport di Jewar, a circa 80 chilometri da Nuova Delhi. Prima fase da 112 miliardi di rupie (1,2 miliardi di dollari), capacità iniziale di 12 milioni di passeggeri l’anno e un solo investitore straniero: Zurich Airport International AG, che ha vinto la concessione nel 2019. L’aeroporto non ha ancora una data per l’avvio delle operazioni commerciali, ma il progetto è già diventato il centro di una corsa immobiliare nel territorio circostante e un test concreto per la capacità dell’India di attrarre e trattenere capitali esteri in infrastrutture di grande scala.

Un’opera da completare in più fasi

A regime, l’aeroporto di Jewar sarà sviluppato su circa 2.900 ettari — sei piste, un’area cargo da 70 ettari — e si candida a diventare il più grande del paese. Le dimensioni del progetto sono significative anche nel contesto regionale: l’India è il terzo mercato domestico dell’aviazione civile al mondo dopo Stati Uniti e Cina, con oltre 160 milioni di passeggeri nel 2025, più del doppio rispetto al 2014. Le compagnie aeree indiane hanno in ordine oltre 1.350 nuovi aeromobili e puntano ad aggiungere un centinaio di velivoli l’anno alle proprie flotte.

Il sito si trova nell’Uttar Pradesh, lo stato più popoloso dell’India, e ha una posizione logisticamente rilevante: è vicino ad Agra e al suo bacino turistico, serve un’ampia fascia di pendolari verso i paesi del Golfo sulle rotte internazionali ed è prossimo alle principali direttrici verso l’India meridionale e orientale. Attorno all’aeroporto sono previsti un polo logistico con più offerte private in gara — tra cui il gruppo Adani — e insediamenti industriali legati a Foxconn, al fotovoltaico e ad aziende manifatturiere locali.

Il confronto con Navi Mumbai è inevitabile: il secondo aeroporto della megalopoli finanziaria, costruito dal gruppo Adani, ha avviato le operazioni a dicembre con una capacità iniziale di 20 milioni di passeggeri. In quel caso, Adani gestisce anche lo scalo storico, il che gli conferisce una leva negoziale con le compagnie aeree che Jewar non ha.

Infrastrutture in attesa di connessioni

Il nodo più critico rimane l’accessibilità. In India i trasporti pubblici tendono a svilupparsi in ritardo rispetto agli aeroporti, e questo frena l’utilizzo dei terminal. Il governo Modi ha approvato questo mese un corridoio ad alta velocità di circa 32 chilometri verso Nuova Delhi e le città satellite, ma i tempi di realizzazione si misurano in anni. Per Navi Mumbai è prevista una linea metro entro il 2029.

Sul versante aereo, la struttura del mercato complica le prospettive. IndiGo e Air India controllano insieme quasi il 90% del traffico domestico. IndiGo aveva firmato un accordo come vettore di lancio già nel novembre 2023; anche Akasa Air e Air India Express hanno manifestato interesse. Per attrarre le compagnie, la gestione dell’aeroporto ha abbassato le tariffe aeroportuali e ridotto l’imposta sul carburante all’1%, contro il 25% applicato dall’attuale scalo di Nuova Delhi.

John Strickland di JLS Consulting ha sintetizzato la questione: “Questa nuova infrastruttura è necessaria, ma deve essere organizzata in modo efficiente e con i collegamenti di superficie adeguati affinché le compagnie aeree possano svolgere il loro ruolo nel sistema economico.”

Il contesto per gli investitori esteri

Il caso di Jewar va letto all’interno della più ampia strategia infrastrutturale indiana. Negli ultimi anni New Delhi ha investito massicciamente in strade, porti, ponti e aeroporti, puntando a ridurre la dipendenza dai grandi conglomerati nazionali come quelli di Gautam Adani e Mukesh Ambani per attrarre invece capitali stranieri su progetti greenfield. Zurich Airport ha descritto l’India come uno dei mercati “più convincenti”, sottolineando la solidità dei fondamentali e la traiettoria di crescita a lungo termine.

Il successo o l’insuccesso di Jewar avrà un peso diretto sulla capacità del paese di presentarsi come destinazione affidabile per investimenti infrastrutturali internazionali. Per ora, commercialmente, l’aeroporto non ha ancora alzato il volo.

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