Un camion partito da Londra con 22.000 confezioni di patatine e circa 9.000 snack per bambini percorrerà oltre 6.000 km attraverso l’Europa, il Nord Africa e l’Egitto per raggiungere i supermercati Spinneys negli Emirati Arabi Uniti. La catena di distribuzione ha avviato questo corridoio terrestre come alternativa alle rotte marittime, tuttora penalizzate dalle tensioni nel Mar Rosso e dai costi crescenti del trasporto aereo. Il viaggio attraversa otto o nove paesi, con un transito in traghetto dall’Italia meridionale al Nord Africa. I tempi stimati — circa tre settimane — sono paragonabili a quelli dell’attuale trasporto marittimo dall’Europa.
Rotte alternative sotto pressione
Il contesto in cui operano i retailer negli Emirati è quello di un paese che dipende dalle importazioni per l’80-85% del proprio fabbisogno alimentare. Con l’inizio del conflitto nella regione, le catene della distribuzione hanno dovuto riconfigurare rapidamente le proprie supply chain.
Spinneys ha avviato il trial in collaborazione con la società logistica britannica Hendrick Logistics. Se il percorso non incontrerà ostacoli significativi ai valichi di frontiera, la catena prevede di aumentare il numero di camion e allargare il sourcing terrestre ad altri prodotti — alimenti secchi, surgelati e conserve — e ad altri paesi europei oltre al Regno Unito.
Il dato sui tempi di consegna è rilevante: tre settimane via terra risultano competitive rispetto agli attuali tempi marittimi, allungati dalle deviazioni intorno al Capo di Buona Speranza imposte dall’insicurezza nello stretto di Bab el-Mandeb. Tom Harvey, direttore commerciale di Spinneys, ha sottolineato che la rotta terrestre consente anche di ridurre la congestione in alcuni porti.
Sul fronte portuale, le merci che prima transitavano quasi esclusivamente per Jebel Ali a Dubai e per il porto di Khalifa ad Abu Dhabi vengono ora indirizzate in misura crescente verso Khorfakkan, sulla costa dell’Oceano Indiano dell’emirato di Sharjah, con trasporto su strada fino a Jebel Ali. Il governo degli Emirati ha inoltre attivato un corridoio verde tra il paese e l’Oman per accelerare i controlli doganali su spedizioni aeree e marittime.
Il trasporto aereo come leva di emergenza
Per le forniture più urgenti, i principali retailer hanno fatto ricorso al cargo aereo. Lulu, colosso della grande distribuzione con sede ad Abu Dhabi e quotato all’ADX, ha movimentato circa 5.000 tonnellate di prodotti alimentari dall’India attraverso 34 voli charter verso i paesi del Golfo, portando il totale importato dall’India a 15.000 tonnellate dalla fine di febbraio. Secondo un dirigente della società, le importazioni mensili dall’India sono raddoppiate rispetto ai livelli pre-conflitto: da 7.500 tonnellate a oltre 15.000, con prodotti che spaziano da riso, verdure e frutta fino alle uova.
Lulu utilizza il trasporto aereo anche per le spedizioni provenienti da Sudafrica, Kenya, Regno Unito e Spagna. Il presidente del gruppo, MA Yusuff Ali, ha incontrato il primo ministro indiano Narendra Modi per discutere un ulteriore ampliamento del sourcing dall’India, con l’obiettivo di raddoppiare i volumi nelle settimane successive.
Anche Spinneys ha attivato percorsi alternativi via Arabia Saudita: le merci scendono fino a Jeddah attraverso il Mar Rosso e da lì vengono trasportate su strada verso gli Emirati.
Prezzi monitorati, scaffali riforniti
Le autorità emiratine hanno intensificato i controlli sui prezzi al consumo. Tra il 28 febbraio e il 17 marzo, il Ministero dell’Economia e del Turismo ha condotto 8.168 ispezioni, comminando 216 sanzioni per violazioni dei prezzi, con importi compresi tra 2.000 e 200.000 dirham.
A un mese dall’inizio del conflitto, le previsioni più pessimistiche — che ipotizzavano un esaurimento delle scorte entro dieci giorni — non si sono concretizzate. Gli scaffali dei supermercati risultano regolarmente riforniti. La resilienza della catena di approvvigionamento è stata ottenuta a costo di una riorganizzazione logistica rilevante, con un aumento strutturale dei costi di trasporto che i retailer stanno cercando di contenere attraverso la diversificazione delle rotte.
