L’oro a Dubai recupera terreno, ma resta lontano dai massimi di marzo

Il prezzo dell’oro a Dubai ha ripreso a salire nelle ultime sedute, dopo la brusca correzione che ha caratterizzato buona parte di marzo. Giovedì mattina l’oro a 24 carati era quotato a 544,50 dirham, rispetto ai 543 del giorno precedente, mentre il 22 carati è passato da 502,75 a 504,25 dirham. Il recupero è contenuto e si inserisce in un contesto ancora incerto: i livelli attuali rimangono significativamente al di sotto dei picchi registrati all’inizio del mese, quando il metallo aveva superato quota 620 dirham per l’oro a 24 carati.

La correzione di marzo e il rimbalzo parziale

Nel corso delle prime settimane di marzo i prezzi dell’oro sui mercati locali avevano raggiunto livelli elevati, con il 24 carati stabilmente oltre i 600 dirham. La discesa è stata rapida: entro la terza settimana del mese le quotazioni erano scivolate nell’area dei 530 dirham, trascinando il mercato al dettaglio locale in linea con la flessione registrata sui mercati internazionali del lingotto.

Il rimbalzo degli ultimi due o tre giorni ha interrotto la discesa, ma non ha ancora invertito la tendenza. Il recupero di circa 10-15 dirham rispetto ai minimi recenti è insufficiente a compensare un calo che, nel giro di poche settimane, aveva eroso oltre 80 dirham per grammo sul 24 carati. Gli operatori del settore monitorano l’andamento dei segnali macro globali — aspettative sui tassi di interesse, andamento del dollaro, tensioni geopolitiche — che continuano a guidare il sentiment sul metallo prezioso.

Il mercato dell’oro a Dubai nel contesto regionale

Dubai rimane uno dei principali hub mondiali per il commercio dell’oro fisico, con il Gold Souk di Deira che attira tanto acquirenti al dettaglio quanto operatori professionali. Le variazioni di prezzo sul mercato locale riflettono in larga misura i movimenti delle quotazioni internazionali, con aggiustamenti legati al tasso di cambio dirham-dollaro — valuta nella quale il lingotto viene tradizionalmente prezzato — e ai costi di importazione.

Il calo di marzo si è tradotto in un aumento della domanda da parte degli acquirenti retail, un fenomeno ricorrente nei mercati dell’oro del Golfo: quando le quotazioni scendono da livelli percepiti come elevati, la domanda di gioielleria e monete tende a riprendersi. Questo dinamismo da parte degli acquirenti al dettaglio è probabilmente alla base del modesto recupero in corso, più che una inversione strutturale del trend ribassista.

Le prospettive a breve termine

Non ci sono al momento segnali che il mercato abbia esaurito la fase correttiva. Il rimbalzo appare tecnico e guidato dalla domanda locale, mentre i fondamentali globali — in particolare le attese sui tassi della Federal Reserve americana e l’evoluzione della domanda da parte delle banche centrali — restano i principali fattori di orientamento per le settimane a venire.

Per chi segue il mercato dell’oro come asset di investimento o come parametro per decisioni di acquisto fisico a Dubai, la situazione attuale configura una fase di stabilizzazione dopo un movimento brusco, senza che si possano ancora trarre conclusioni definitive sulla direzione prevalente nel breve periodo. I prezzi potrebbero consolidare nell’area attuale o ritentare un test dei minimi recenti, a seconda di come evolveranno i mercati finanziari internazionali nelle prossime sessioni.

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