Dubai sale al settimo posto nel Global Financial Centres Index

Dubai ha raggiunto la sua posizione più alta nel Global Financial Centres Index (GFCI), salendo al settimo posto su 137 centri finanziari valutati a livello mondiale. Il risultato, pubblicato dal think tank londinese Z/Yen Group, colloca l’emirato nella stessa fascia di Londra, New York e Singapore. È anche il punteggio più elevato mai registrato da un centro finanziario dell’area MEASA — Medio Oriente, Africa e Asia meridionale. Il traguardo si inserisce nell’agenda economica D33, che fissa l’obiettivo di entrare tra i primi quattro centri finanziari globali entro il 2033.

Cosa misura l’indice e come è strutturato il primato di Dubai

Il GFCI è compilato su 135 fattori e incorpora oltre 34.000 valutazioni fornite da professionisti del settore finanziario in tutto il mondo. Non si tratta quindi di un sondaggio d’opinione, ma di una misurazione che considera la qualità dell’ambiente regolatorio, lo sviluppo del settore finanziario, il capitale umano, le infrastrutture e la competitività del contesto d’impresa.

Per la prima volta, Dubai figura tra i primi quindici posti in tutti i settori valutati. Fintech, servizi di governo e regolazione, servizi professionali e trading rientrano nella top five. Asset management, investimenti e assicurazioni sono nella top ten. Il settore bancario è quattordicesimo. È l’unica città della regione a comparire in questa fascia di classifiche settoriali.

Il Dubai International Financial Centre (DIFC) rappresenta la spina dorsale di questo ecosistema. Ospita oltre 9.000 aziende attive — tra cui alcune delle maggiori banche, gestori patrimoniali e fondi hedge del mondo — e un bacino lavorativo di oltre 50.000 persone. Il DIFC opera con un quadro giuridico di common law in lingua inglese, separato dall’ordinamento emiratino, elemento che continua ad attrarre istituzioni internazionali che cercano certezza normativa nella regione.

Il posizionamento rispetto ai concorrenti regionali e globali

Dubai è l’unico centro del Medio Oriente e dell’Africa nella top 20 globale. Nessun altro centro della regione si avvicina a questo posizionamento, il che consolida il ruolo dell’emirato come porta di accesso ai mercati emergenti per gli operatori che si muovono tra Asia, Europa e Americhe.

Sul piano della competitività sistemica, Dubai è tra le dieci città al mondo per ambiente d’impresa, sviluppo del settore finanziario, capitale umano e infrastrutture. Questa combinazione di fattori differenzia il suo modello da centri finanziari che eccellono in una sola dimensione — tipicamente quella regolamentare o quella fiscale.

Il DIFC Innovation Hub e il Dubai AI Campus contribuiscono a diversificare ulteriormente l’offerta, orientando la piazza finanziaria anche verso la tecnologia applicata ai servizi finanziari e all’intelligenza artificiale. L’ecosistema fintech dell’emirato ha attratto negli ultimi anni un numero crescente di startup e scale-up internazionali, affiancandosi alle grandi istituzioni tradizionali già presenti.

La traiettoria verso il 2033

L’agenda D33, presentata nel 2023, ha fissato target ambiziosi per il decennio: raddoppio del PIL, ingresso nella top four dei centri finanziari, posizionamento tra le prime tre città al mondo per qualità della vita. Il GFCI di questa edizione indica che sul fronte finanziario il percorso procede in linea con le aspettative.

Restano aperte alcune variabili. La competizione con altri centri in espansione — Singapore, Hong Kong in fase di recupero, Riyadh che punta a rafforzare il proprio ruolo regionale — manterrà la pressione competitiva elevata. L’obiettivo della top four implica superare centri come Zurigo, Francoforte o Tokyo, tutti con ecosistemi consolidati da decenni.

Il settimo posto certifica una progressione reale. Se il trend reggerà dipenderà anche dalla capacità di Dubai di trattenere i talenti che attrae e di consolidare la fiducia degli investitori istituzionali nel lungo periodo.

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