Il Dubai Multi Commodities Centre si prepara alla terza fase di sviluppo del distretto Uptown Dubai, che includerà una torre mixed-use di oltre 600 metri e un programma di tokenizzazione delle proprietà immobiliari. Con oltre 26.000 aziende registrate, DMCC continua a espandersi secondo un modello prevalentemente autofinanziato, che ha caratterizzato ogni fase della sua crescita dagli anni Duemila ad oggi. La strategia, basata sul reinvestimento dei profitti e su partnership selettive con istituti bancari locali, ha finora permesso all’ente di procedere indipendentemente dai cicli del credito internazionale.
Un modello costruito sul capitale proprio
Le fondamenta finanziarie di DMCC risalgono a un’emissione obbligazionaria islamica da 200 milioni di dollari, che finanziò la costruzione delle prime infrastrutture del distretto: Almas Tower, Gold Tower e Silver Tower. Almas Tower, progettata da WS Atkins e realizzata tra il 2005 e il 2008 da un consorzio tra Taisei Corporation e Arabian Construction Co., vendette l’intero spazio disponibile in otto ore, principalmente a società del settore diamantifero. Il finanziamento bancario coinvolse Mashreq, HSBC, Emirates NBD e Standard Chartered. Quella velocità di assorbimento rimane un riferimento per il mercato immobiliare commerciale regionale.
Dopo la crisi finanziaria del 2008, quando buona parte dei mercati globali frenava, DMCC avviò il progetto One JLT, un edificio commerciale certificato LEED Gold progettato da Arif & Bintoak e costruito da Brookfield Multiplex con il supporto di Dubai Islamic Bank. I lavori iniziarono nel 2014 e la consegna avvenne nel 2016. Il progetto dimostrò che la domanda di spazi ufficio di qualità, in un contesto normativo favorevole, reggeva anche in fasi di recessione prolungata.
Uptown Tower e la crescita post-Covid
La fase successiva prese forma durante la riconfigurazione economica seguita alla pandemia. Uptown Tower, progettata dallo studio Adrian Smith + Gordon Gill e costruita da BESIX tra il 2019 e il 2023, fu finanziata nuovamente da Dubai Islamic Bank, replicando lo schema collaudato con One JLT. La torre fu rapidamente occupata da multinazionali e residenti del segmento luxury, consolidando la reputazione del corridoio meridionale di Dubai come polo di attrazione per capitali e imprese globali.
Ahmed Bin Sulayem, Executive Chairman e CEO di DMCC, descrive l’approccio in termini espliciti: costruire l’infrastruttura prima che la domanda si manifesti, non in risposta ad essa. Questo orientamento ha guidato anche la pianificazione della Fase 3, che prevede una torre mixed-use di oltre 600 metri con allocazioni distinte e un modello di finanziamento ibrido che coinvolge diversi istituti bancari.
Tokenizzazione degli asset immobiliari
Parallelamente alla costruzione fisica, DMCC intende introdurre la tokenizzazione delle proprietà immobiliari, consentendo la proprietà frazionata e l’accesso digitale agli investimenti nel distretto. Il meccanismo richiama la struttura già applicata ai mercati dell’oro e dell’argento gestiti dalla free zone: trasparenza e liquidità come leve per abbassare la soglia d’ingresso per gli investitori internazionali. L’iniziativa si inserisce in un quadro più ampio di integrazione con l’economia Web3, in linea con le politiche di Dubai per l’adozione delle tecnologie blockchain nel settore finanziario e immobiliare.
Il modello di tokenizzazione permetterebbe a DMCC maggiore flessibilità nella gestione, locazione o cessione degli asset, riducendo la dipendenza da singoli acquirenti istituzionali.
La Fase 3 di Uptown Dubai rappresenta la continuazione di una strategia coerente: autofinanziamento, domanda anticipata e qualità costruttiva. L’aggiunta della componente digitale attraverso la tokenizzazione introduce una variabile nuova, che potrebbe ridefinire le modalità di accesso al mercato immobiliare commerciale di Dubai per una platea più ampia di investitori. Con 26.000 aziende registrate e un portafoglio di progetti in espansione, DMCC si conferma tra i principali operatori nel panorama delle free zone globali. La prossima torre sarà anche un test per la maturità del mercato dei token immobiliari nel contesto emiratino.
