Il settore fintech degli Emirati Arabi Uniti ha raccolto circa 265 milioni di dollari in finanziamenti nel 2024, pari a un terzo del totale degli investimenti in startup del paese. È quanto emerge dal FinTech 2025 Industry Report firmato da Emirates NBD e PwC, che fotografa un comparto in espansione sostenuta e traccia le prospettive di crescita per i prossimi anni. Il mercato è stimato a 3,16 miliardi di dollari nel 2024 e dovrebbe salire a 5,71 miliardi entro il 2029, spinto dall’adozione di servizi finanziari digitali, dall’interesse degli investitori e dalla cooperazione tra settore pubblico e privato.
DIFC e ADGM come centri di gravità
Il Dubai International Financial Centre e l’Abu Dhabi Global Market restano i principali punti di riferimento per le aziende attive nel fintech, nell’intelligenza artificiale e nell’innovazione tecnologica. Entrambi i centri offrono regimi normativi separati dal quadro federale, con standard allineati alle piazze finanziarie internazionali. La presenza combinata di startup locali, multinazionali finanziarie e fornitori di tecnologia ha creato un ecosistema integrato che copre pagamenti digitali, banking online, regtech, automazione e infrastrutture finanziarie. Questo insieme di fattori attira capitali esteri in modo continuativo, indipendentemente dai cicli di mercato.
Amit Dua, presidente di SunTec Business Solutions, osserva che il fintech emiratino ha smesso di essere un segmento emergente per diventare una componente strutturale del sistema finanziario. La trasformazione, secondo Dua, è avvenuta grazie a una regolamentazione favorevole all’innovazione e a infrastrutture digitali che abbassano le barriere di ingresso per gli operatori internazionali. Il paese non si limita ad attrarre capitali: produce soluzioni che vengono poi esportate o replicate in altri mercati.
Asset digitali e pagamenti transfrontalieri
Sul fronte degli asset digitali, gli Emirati si stanno affermando come riferimento normativo a livello globale. Mohammed Ali Yusuf, cofondatore e CEO di Fuze, attribuisce questo risultato alla costruzione di un quadro regolatorio completo che bilancia innovazione e sicurezza del mercato. Gli asset digitali non sono rimasti confinati a un segmento speculativo: stanno entrando nell’infrastruttura finanziaria ordinaria, abilitando regolamenti più rapidi, pagamenti transfrontalieri più efficienti e nuove forme di finanza programmabile.
L’intelligenza artificiale rappresenta il prossimo fronte di sviluppo, con applicazioni attese in analisi dei dati, valutazione del rischio e personalizzazione dei servizi finanziari. La combinazione di AI, blockchain e finanza incorporata nei prodotti di consumo — la cosiddetta embedded finance — è indicata dagli operatori del settore come la direttrice principale della crescita nei prossimi anni. Gli Emirati puntano a consolidare la loro posizione non solo come mercato di adozione, ma come sede di sviluppo di queste tecnologie.
Le condizioni che sostengono la crescita
Dietro i numeri del report c’è un insieme di condizioni strutturali che gli investitori trovano difficilmente replicabili altrove nella regione. La politica di neutralità fiscale, la stabilità valutaria, la connettività internazionale e la presenza di talenti qualificati contribuiscono ad alimentare un ciclo virtuoso tra attrazione di capitali, sviluppo tecnologico e adozione da parte dei consumatori. Il governo federale ha inoltre investito in programmi di accelerazione e sandbox regolatori che permettono alle startup di testare prodotti prima di una commercializzazione su scala.
Le proiezioni al 2029 indicano una crescita media annua sostenuta. Se confermata, porterebbe il mercato fintech degli Emirati a una dimensione che pochi paesi emergenti possono vantare nel settore. Il margine di espansione riguarda sia la profondità del mercato interno — con segmenti ancora poco penetrati come le PMI e i lavoratori non bancarizzati — sia la capacità di servire clienti regionali e internazionali dalla piattaforma emiratina.
