Sabato a Meydan si corre la Dubai World Cup. Il programma prevede nove gare con un montepremi complessivo di 30,5 milioni di dollari, di cui 12 milioni assegnati alla gara principale sponsorizzata da Emirates. La copertura televisiva raggiungerà 170 paesi attraverso 41 network, con produzioni distribuite da Racecourse Media Group e HBA Media. È il decimo anno consecutivo di collaborazione tra Dubai Racing Club e RMG per la gestione del “World Feed”, il segnale televisivo globale condotto da Nick Luck e Rishi Persad. L’edizione di quest’anno registra alcune novità significative sul fronte dei diritti televisivi.
La copertura televisiva si espande su nuovi mercati
Il canale australiano Channel 7 trasmetterà la gara per la prima volta sul proprio canale principale, una scelta che segnala un interesse crescente del pubblico australiano per l’ippica internazionale. In India, la piattaforma FanCode — che conta 160 milioni di utenti — si aggiunge alla lista dei broadcaster, ampliando significativamente il bacino potenziale di spettatori nel subcontinente. Canada e Nord America sono coperti rispettivamente da Sportsnet e da Fox Sports e ESPN/Disney+. L’Europa riceve il segnale attraverso Eurovision, Viaplay e Setanta Sports, mentre in Africa operano SuperSport e Racing 240.
L’Asia rimane uno dei mercati più consolidati per l’evento. In Giappone la gara viene trasmessa da Fuji TV, Abema e Netkeiba; a Hong Kong da TVB e HKJC TV. La presenza di queste piattaforme riflette l’interesse strutturale dei mercati asiatici per l’ippica d’alto livello, alimentato anche dalla partecipazione di cavalli allenati e proprietà da operatori di quella regione.
Il montepremi e la composizione del field internazionale
Con 30,5 milioni di dollari distribuiti sull’intera giornata di gare, Meydan si conferma uno degli appuntamenti ippici con la dotazione economica più elevata al mondo. La Dubai World Cup da sola vale 12 milioni di dollari, un livello che la colloca sopra la maggior parte delle classiche europee e alla pari con i grandi eventi nordamericani. Il field è composto da cavalli provenienti da oltre una dozzina di paesi, a testimonianza della capacità dell’evento di attrarre scuderie e proprietari da diversi continenti.
Ali Al Ali, CEO di Dubai Racing Club, ha collegato l’espansione della copertura mediatica al posizionamento dell’evento nel calendario sportivo internazionale. Seb Vance, direttore dell’International Broadcasting di RMG, ha indicato come obiettivo per questa edizione il superamento dei record di ascolto registrati nelle edizioni precedenti, con un’attenzione particolare ai mercati del Medio Oriente e dell’Australasia.
Il ruolo di Meydan nel posizionamento sportivo di Dubai
La Dubai World Cup rientra in una strategia più ampia con cui l’emirato utilizza gli eventi sportivi internazionali per consolidare la propria visibilità globale. Manifestazioni come questa, il Dubai Tennis Championships o il DP World Tour contribuiscono a posizionare Dubai come sede di riferimento per competizioni di rilievo internazionale, con ricadute sul turismo e sull’immagine commerciale della città. Meydan, inaugurato nel 2010, è stato progettato con questa funzione: una struttura da 60.000 posti in grado di ospitare eventi con audience televisive mondiali.
La presenza di broadcaster in ogni continente e l’ingresso di nuove piattaforme digitali con basi utenti nell’ordine delle centinaia di milioni indicano come l’ippica di vertice, pur restando un segmento di nicchia rispetto ad altri sport, stia seguendo la traiettoria generale della distribuzione dei contenuti sportivi: frammentazione delle piattaforme, espansione geografica, integrazione tra canali lineari e digitali. Meydan, sabato, ne offrirà una misura concreta.
