Dubai, ricavi serali dei ristoranti in aumento del 40% durante il Ramadan

I dati raccolti da Syrve MENA su oltre 1,6 milioni di ordini registrati durante il Ramadan 2026 mostrano che i ristoranti nella rete UAE del provider hanno generato ricavi serali tra il 30 e il 40 per cento superiori rispetto ai periodi ordinari. Il fenomeno ribalta una percezione diffusa nel settore: quella del Ramadan come mese di contrazione commerciale per la ristorazione. L’analisi, condotta su un campione di circa 4,3 milioni di ordini totali — 1,6 milioni in periodo di Ramadan e 2,7 milioni al di fuori — offre una lettura quantitativa di dinamiche che molti operatori gestivano finora su base empirica.

La fascia post-iftar concentra i volumi

Tra le 19:00 e le 23:00, gli ordini registrati durante il Ramadan raggiungono picchi che non hanno equivalenti nel resto dell’anno. Alle 21:00 si toccano 208.468 ordini, contro una media di 126.000-150.000 nelle stesse ore nei giorni ordinari. Il volume rimane sostenuto fino alle 23:00, con una seconda ondata tra mezzanotte e le 2:00 alimentata dalla domanda per la suhoor, il pasto pre-alba.

Di contro, nelle ore mattutine il calo è netto: tra le 5:00 e le 11:00 gli ordini scendono a 1.000-3.000 unità orarie, rispetto alle 37.000-113.000 abituali. Il volume complessivo giornaliero durante il Ramadan risulta inferiore di circa il 39 per cento rispetto ai periodi non-Ramadan, ma la concentrazione serale modifica sostanzialmente la struttura dei ricavi. Talabat UAE ha registrato un aumento del 21 per cento degli ordini nella sola prima giornata del Ramadan 2026, con l’attività di delivery che si intensifica sistematicamente nei 60-90 minuti precedenti il tramonto.

Due finestre commerciali con logiche distinte

Syrve identifica due segmenti operativi all’interno della serata. La finestra dell’iftar, tra le 17:00 e le 18:00, esprime i valori medi di scontrino più elevati dell’intero anno: prenotazioni di gruppo, cene aziendali e menu degustazione a prezzo fisso orientano la domanda verso format esperienziali e cucine internazionali, tendenza particolarmente marcata a Dubai.

Dopo le 19:00 la composizione della domanda cambia: gli scontrini medi nei quick-service restaurant si riducono di circa il 15 per cento, gli ordini diventano più rapidi e frammentati, e le piattaforme di delivery registrano i picchi di volume più alti, trainati da family deal e dolci arabi. La spesa media per cliente, considerando entrambe le finestre, si discosta di soli 5 punti percentuali rispetto ai livelli ordinari: il dato suggerisce che la variabile su cui gli operatori devono impostare la pianificazione non è il valore del singolo ordine, ma la frequenza delle visite.

Il settore della ristorazione negli Emirati vale attualmente 16,58 miliardi di dollari ed è atteso a 50,21 miliardi entro il 2033, secondo le stime di mercato. A livello GCC, i consumi durante il Ramadan crescono tradizionalmente tra il 25 e il 40 per cento, riflettendo il peso sociale e culturale del periodo.

Implicazioni operative per gli operatori

L’analisi di Syrve suggerisce che i ristoratori che adattano staffing, menu e orari alla finestra iftar-suhoor possono sovraperformare i propri risultati serali ordinari. Gadzhibala Pirmagomedov, Project Owner di Syrve MENA, sintetizza così: “Gli operatori che ristrutturano le operazioni attorno alla finestra iftar-suhoor possono effettivamente superare i propri ricavi serali abituali.”

La lettura ha implicazioni concrete sulla gestione delle risorse: il personale va concentrato nelle ore serali, mentre la mattina può essere ridimensionata. I menu andrebbero differenziati per fascia oraria, con offerte premium nelle prime ore post-tramonto e proposte rapide e orientate alla condivisione nella fascia notturna. Per gli investitori interessati al settore food & beverage negli Emirati, il Ramadan smette di essere una variabile di rischio e diventa una leva di pianificazione.

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