Nonostante le tensioni geopolitiche in Medio Oriente, il private equity continua a operare negli Emirati Arabi Uniti. Blackstone ha annunciato un impegno da 250 milioni di dollari in una nuova piattaforma di pagamenti con sede ad Abu Dhabi, mentre almeno altri due veicoli di investimento focalizzati sul Golfo sono stati lanciati nelle settimane successive all’escalation del conflitto Iran-Israele. Il segnale che emerge da questi movimenti è quello di investitori istituzionali che distinguono tra volatilità di breve periodo e prospettive strutturali di lungo termine, mantenendo attiva l’allocazione di capitale nella regione.
L’operazione Blackstone e la piattaforma ADGT
Il colosso americano del private equity ha investito nel lancio di Advanced Digital Gaming Technology (ADGT), una piattaforma di pagamenti e data intelligence costruita in partnership con Raya Holding, società di investimento emiratina, e due partner tecnologici: NRT Technology e Sightline Payments. La piattaforma è orientata a servire mercati digitali regolamentati a livello globale, con un focus iniziale su UAE, Medio Oriente, Africa e alcuni corridoi internazionali selezionati.
Jon Gray, presidente e COO di Blackstone, ha dichiarato che l’azienda vede “opportunità significative per impiegare capitale su larga scala negli Emirati, per costruire società capaci di crescere sia a livello domestico che internazionale, nonostante i venti contrari di breve periodo”. La scelta di Abu Dhabi come hub operativo riflette una tendenza consolidata: la capitale federale degli EAU ha attratto negli ultimi anni una concentrazione crescente di strutture finanziarie internazionali, beneficiando del quadro regolatorio offerto da ADGM, il suo centro finanziario internazionale.
Nuovi fondi PE nonostante il conflitto regionale
Parallelamente all’operazione Blackstone, due gestori distinti hanno avviato la raccolta di nuovi veicoli focalizzati sul GCC. Nahda Capital Partners ha lanciato Nahda GCC Fund I, con un obiettivo di raccolta di 300 milioni di dollari e una strategia orientata al controllo di società mid-market in UAE e Arabia Saudita. Il fondo è stato registrato presso ADGM e punta a replicare in Medio Oriente un approccio già applicato in Europa dal team fondatore.
Inigo de Luna, fondatore e managing partner di Nahda, ha descritto il conflitto in corso come “uno shock severo ma temporaneo”, distinguendolo da un cambiamento strutturale nelle prospettive della regione. Ha aggiunto che, nei periodi di volatilità, gli investitori istituzionali seri tendono a concentrarsi maggiormente sui fondamentali: esperienza del team, governance e capacità esecutiva.
Gaw Capital Partners, gestore hongkonghese con 34,4 miliardi di dollari in gestione, ha invece avviato il Gaw Tamkeen Nexus Fund con un target di 400 milioni, raggiungendo già un primo closing a 150 milioni. Il fondo investe in società tecnologiche ad alta crescita in UAE, Oman, Qatar e Arabia Saudita, con focus su fintech, intelligenza artificiale, infrastrutture digitali e clima. La società sta contestualmente aprendo uffici ad Abu Dhabi e Riyad.
Il quadro complessivo: volumi in calo, struttura tenuta
I dati sull’attività complessiva di private equity e venture capital nella regione mostrano un rallentamento sensibile dall’inizio del conflitto a fine febbraio. I deal completati sono diminuiti, e la cautela degli investitori si riflette in processi più lunghi e valutazioni più conservative. Tuttavia, i lanci di nuovi fondi indicano che la fiducia nelle prospettive di medio-lungo termine della regione rimane intatta tra i gestori più strutturati.
Andrei Rotaru, managing partner e responsabile Medio Oriente di Gaw Capital, ha precisato che il fondo privilegia modelli di business “asset light”, con visibilità sui flussi di cassa e caratteristiche di servizio essenziale, ovvero settori che tendono a mostrare maggiore tenuta nei cicli negativi. La distinzione tra volatilità ciclica e opportunità strutturale sembra essere la chiave di lettura con cui i principali operatori internazionali stanno navigando l’attuale fase negli Emirati e nel Golfo.
