L’Autorità portuale saudita Mawani e l’operatore logistico Gulftainer hanno annunciato la creazione di un ponte commerciale tra Sharjah e Dammam, con l’obiettivo di integrare trasporto terrestre e marittimo tra Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita. L’iniziativa punta a ridurre i tempi di transito, ottimizzare i flussi di merci e rafforzare la resilienza delle catene di fornitura regionali. Il progetto si inserisce in un contesto più ampio di investimenti infrastrutturali nel Golfo, dove diversi paesi stanno lavorando per consolidare i propri corridoi commerciali in risposta alla crescente domanda di connettività transfrontaliera.
L’infrastruttura del corridoio
Il ponte commerciale si appoggia su tre nodi esistenti nella rete logistica di Sharjah: il Khorfakkan Commercial Terminal, il Sajaa Dry Port e i corridoi intermodali inland e land-sea già operativi nella zona. La combinazione di questi asset consente un collegamento diretto e continuo tra la costa orientale degli Emirati e il porto di Dammam, principale hub commerciale dell’Arabia Saudita sul Golfo Persico.
Gulftainer ha sottolineato che il corridoio non si limita a ottimizzare una rotta esistente, ma costruisce un’infrastruttura integrata in grado di sostenere volumi crescenti. La scelta di Khorfakkan come punto di partenza non è casuale: il terminal si trova già sulla rotta delle principali linee container che attraversano il Mare Arabico, offrendo connessioni rapide senza transito per lo Stretto di Hormuz.
Mawani ha definito l’iniziativa come un rafforzamento dell’integrazione logistica bilaterale, con ricadute attese sull’efficienza delle reti di distribuzione in entrambi i paesi. L’accordo rientra nella strategia saudita Vision 2030, che prevede lo sviluppo del settore della logistica come leva di diversificazione economica.
Un asse UAE-Arabia Saudita in costruzione
Il commercio bilaterale tra UAE e Arabia Saudita è tra i più significativi dell’area del Golfo. Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale del Commercio, i due paesi figurano stabilmente tra i principali partner commerciali reciproci nella regione MENA. Ridurre le inefficienze logistiche su questo asse ha implicazioni dirette sui costi per le imprese attive in entrambi i mercati.
L’annuncio arriva a pochi giorni dall’attivazione del Green Corridor tra i porti di Oman e Dubai, siglato da Dubai Customs e la Direzione Generale delle Dogane dell’Oman per le spedizioni via mare e via aerea. Il segnale complessivo è quello di una progressiva costruzione di corridoi preferenziali tra gli Stati del Golfo, con l’obiettivo di ridurre i tempi di sdoganamento e i costi di transito su scala regionale.
Per le aziende con operazioni tra Emirati e Arabia Saudita, la disponibilità di rotte più rapide e affidabili incide direttamente sulla pianificazione degli stock e sulla gestione dei fornitori. Il corridoio Sharjah-Dammam aggiunge un’opzione concreta a un mercato che finora dipendeva in larga misura dal trasporto su gomma lungo la rotta costiera del Golfo.
Prospettive operative
Mawani e Gulftainer non hanno fornito date di avvio operativo o stime quantitative sui volumi attesi. Il comunicato si concentra sulle caratteristiche strutturali del corridoio e sugli obiettivi di efficienza, senza indicatori specifici di performance o investimenti dichiarati.
Il progetto dovrà dimostrare la propria competitività rispetto alle rotte esistenti, sia in termini di tempi che di costi. La rete logistica del Golfo è già servita da operatori consolidati, e la differenza tra un’iniziativa promettente e una realmente adottata dal mercato si misura sull’esecuzione operativa. I prossimi mesi forniranno indicazioni più precise sull’effettiva adozione del corridoio da parte degli operatori commerciali.
