Il ministero dell’Energia e delle Infrastrutture degli Emirati Arabi Uniti ha avviato un programma di riqualificazione energetica degli edifici federali, con un investimento complessivo che nella seconda fase raggiungerà un miliardo di dirham — circa 250 milioni di euro — interamente a carico del settore privato. La prima fase, da 120 milioni di dirham, è già operativa presso l’ospedale Abdullah bin Omran di Ras Al Khaimah e interesserà 60 edifici governativi in tutto il paese. L’obiettivo dichiarato è ridurre i consumi di energia e acqua fino al 27 percento nelle strutture coinvolte, in linea con il programma nazionale di gestione della domanda energetica.
I lavori partono dall’ospedale di Ras Al Khaimah
L’intervento pilota all’ospedale Abdullah bin Omran prevede la sostituzione degli impianti di climatizzazione con sistemi ad alta efficienza, l’aggiornamento degli impianti di illuminazione con tecnologie a risparmio energetico e la sostituzione delle pompe idrauliche con modelli più efficienti. A questi si aggiungono soluzioni ingegneristiche avanzate per ottimizzare i consumi idrici. L’impostazione tecnica rispecchia gli standard adottati in analoghe campagne di retrofit condotte in altri paesi del Golfo negli ultimi anni, dove il settore pubblico ha progressivamente aggiornato infrastrutture costruite in un’epoca di energia a basso costo e scarsa attenzione all’efficienza. Sharif Al Olama, sottosegretario per gli Affari energetici e del petrolio, ha definito l’avvio dei lavori “un passo attuativo all’interno di un programma strategico” orientato a ridurre le emissioni di carbonio e a conseguire risparmi duraturi.
La seconda fase affidata al finanziamento privato
Il tratto più rilevante del programma è il modello finanziario adottato per la fase successiva: 360 edifici federali, un costo stimato fino a un miliardo di dirham, nessun esborso diretto da parte dello Stato. Il progetto segue lo schema Energy Performance Contract (EPC), in cui un operatore privato finanzia e realizza gli interventi recuperando l’investimento attraverso una quota dei risparmi energetici generati nel tempo. Questo approccio consente all’amministrazione pubblica di ammodernare il proprio patrimonio immobiliare senza incrementare la spesa corrente, scaricando il rischio finanziario sul partner privato, che è incentivato a massimizzare l’efficienza. Il modello è consolidato in Europa e Nord America, ma la sua applicazione su scala federale negli Emirati rappresenta un’estensione significativa rispetto alle iniziative precedenti, generalmente circoscritte all’emirato di Dubai o ad Abu Dhabi.
Il programma nel contesto della strategia energetica emiratina
Il piano si inserisce nel National Energy and Water Demand Management Programme, il quadro di riferimento federale che fissa obiettivi di riduzione dei consumi nel settore pubblico. Gli Emirati hanno assunto impegni di decarbonizzazione accelerati dopo COP28, ospitata a Dubai a fine 2023, e l’efficienza energetica negli edifici è uno dei principali leve disponibili nel breve termine, considerato che il settore residenziale e terziario assorbe una quota rilevante dei consumi elettrici nazionali, in parte per il fabbisogno di raffreddamento legato al clima.
Il programma federale sugli edifici pubblici rappresenta quindi sia uno strumento di risparmio operativo per lo Stato sia un segnale verso gli operatori privati interessati al mercato locale dell’efficienza energetica, settore in espansione negli Emirati come nel resto del Golfo.
