Il Gruppo Lufthansa ha annunciato la sospensione di numerose rotte verso il Medio Oriente a causa del conflitto in corso nella regione. I voli da e per Dubai e Tel Aviv sono sospesi fino al 31 maggio, mentre quelli verso Abu Dhabi, Amman, Beirut, Riad, Dammam, Erbil, Muscat e Teheran resteranno fermi fino al 24 ottobre. La misura coinvolge l’intero perimetro del gruppo: Lufthansa, Swiss, Austrian Airlines, Brussels Airlines, ITA Airways, Edelweiss e Lufthansa Cargo. Si tratta di uno stop che interessa uno dei corridoi aerei più trafficati tra Europa e Golfo Persico.
Le rotte sospese e le compagnie coinvolte
La decisione riguarda in modo differenziato le varie compagnie del gruppo. Per Lufthansa e i vettori partner — Swiss, Austrian Airlines, Brussels Airlines, ITA Airways ed Edelweiss — la sospensione verso Dubai e Tel Aviv è fissata al 31 maggio, mentre le destinazioni di Abu Dhabi, Amman, Beirut, Riad, Dammam, Erbil, Muscat e Teheran restano bloccate fino al 24 ottobre. Anche Lufthansa Cargo segue lo stesso calendario per Dubai e Tel Aviv, con stop fino al 31 maggio.
Eurowings, il vettore low-cost del gruppo, adotta scadenze parzialmente diverse: Tel Aviv, Beirut ed Erbil sono sospese fino al 30 aprile, mentre Dubai, Abu Dhabi e Amman restano ferme fino al 24 ottobre. La frammentazione delle date riflette valutazioni distinte per ciascun segmento di mercato — passeggeri premium, low-cost e cargo — e per i diversi livelli di rischio associati ai singoli scali.
Il contesto: sicurezza aerea e coperture assicurative
Le compagnie aeree europee hanno iniziato a ridurre o sospendere le operazioni in Medio Oriente a partire dall’escalation militare dell’estate 2024, con interruzioni già registrate dopo l’attacco iraniano a Israele nell’aprile di quell’anno. La valutazione del rischio nell’aviazione civile dipende non solo dalle condizioni operative sul terreno, ma anche dalla disponibilità degli assicuratori a coprire i voli in zone di conflitto: quando le coperture si riducono o i premi diventano proibitivi, la sospensione delle rotte diventa spesso l’unica soluzione praticabile.
Dubai, in questo scenario, rientra nella lista delle destinazioni sospese nonostante gli Emirati non siano parte del conflitto. La vicinanza geografica all’Iran e la densità del traffico aereo nella regione del Golfo incidono sulla valutazione complessiva del rischio di sorvolo e avvicinamento. Emirates, Etihad e flydubai continuano invece a operare normalmente, senza interruzioni dichiarate sulle rotte europee.
Impatto sul traffico aereo tra Europa e Golfo
Lufthansa è uno dei principali operatori europei sulla tratta Europa-Dubai, con voli giornalieri operati da diversi hub. La sospensione fino al 31 maggio interessa potenzialmente migliaia di passeggeri su base settimanale, inclusi viaggiatori d’affari, turisti e traffico cargo verso uno degli aeroporti più movimentati al mondo. I passeggeri con prenotazioni attive nelle date interessate hanno diritto al rimborso o alla riprenotazione su date disponibili.
Non è la prima volta che Lufthansa adotta misure di questo tipo: durante la guerra in Ucraina nel 2022, il gruppo aveva già sospeso i voli verso Mosca e Kiev e deviato le rotte per evitare lo spazio aereo russo. La gestione del rischio geopolitico è diventata una variabile strutturale nella pianificazione delle rotte per i grandi vettori europei.
La data del 24 ottobre, scelta come orizzonte per la maggior parte delle sospensioni, coincide con il cambio di stagione IATA — il passaggio all’orario invernale — un momento in cui le compagnie ricalibrano comunque l’intera programmazione. Questo suggerisce che Lufthansa stia allineando la ripresa delle operazioni a una finestra di pianificazione naturale, riservandosi la possibilità di anticipare o posticipare in funzione dell’evoluzione del quadro di sicurezza.
