La Banca Centrale degli Emirati allenta i requisiti di liquidità per le banche in risposta alle tensioni regionali

La Banca Centrale degli Emirati Arabi Uniti ha adottato un pacchetto di misure straordinarie a sostegno del sistema bancario, allentando temporaneamente i requisiti di liquidità e ampliando l’accesso ai finanziamenti. La decisione arriva in risposta all’escalation del conflitto regionale che coinvolge l’Iran, con l’obiettivo di preservare la stabilità finanziaria e garantire la continuità del credito a famiglie e imprese. Il sistema bancario degli Emirati, con attivi complessivi intorno a 1.500 miliardi di dollari, è descritto dall’istituto come ben capitalizzato e privo di impatti materiali sulla propria solidità o sui sistemi di pagamento.

Le misure in dettaglio

Il piano si articola in cinque punti. Le banche potranno utilizzare fino al 30% delle riserve obbligatorie detenute presso la banca centrale e avranno accesso ampliato a finanziamenti a più lungo termine in dirham e in dollari statunitensi. Sono previsti alleggerimenti temporanei sui ratio di liquidità e di finanziamento stabile, oltre al rilascio provvisorio dei buffer patrimoniali anticiclici a sostegno dell’erogazione del credito.

Una misura specifica riguarda la classificazione dei crediti deteriorati: le banche potranno rinviare la classificazione di alcuni prestiti a privati e imprese come non performing, nel caso in cui la difficoltà del debitore sia riconducibile alle cosiddette “circostanze straordinarie” legate alla situazione regionale. L’istituto centrale ha ribadito che le banche devono continuare a fornire finanziamenti all’economia reale.

Sul fronte delle riserve, la situazione appare solida: le banche detengono circa 920 miliardi di dirham presso la banca centrale, di cui oltre 400 miliardi in riserve obbligatorie. Le riserve in valuta estera superano il trilione di dirham, coprendo il 119% della base monetaria.

Il contesto regionale e le valutazioni degli analisti

Le misure si inseriscono in un quadro di crescente attenzione da parte degli analisti sui rischi che un conflitto prolungato potrebbe generare per il sistema finanziario del Golfo. S&P Global Ratings ha stimato che le banche della regione dispongono di circa 630 miliardi di dollari in attività liquide mobilizzabili in caso di necessità. L’agenzia di rating ha tuttavia avvertito che, in uno scenario di deterioramento protratto per alcune settimane, i clienti potrebbero ritirare fino a 307 miliardi di dollari di depositi.

S&P ha anche rilevato che i regolatori della regione sono verosimilmente pronti a intervenire con ulteriori misure di supporto, richiamando il precedente della pandemia da Covid-19, durante la quale interventi analoghi avevano contribuito a contenere le tensioni sul credito. La banca centrale degli Emirati ha già adottato misure simili in quella fase, e l’attuale pacchetto ricalca quella logica precauzionale.

La banca centrale ha comunicato che continuerà a monitorare l’evoluzione della situazione e ad adeguare le proprie politiche in funzione della stabilità finanziaria.

Prospettive per il settore bancario emiratino

Il settore bancario degli Emirati si presenta alla fase attuale con fondamentali relativamente robusti. La disponibilità di riserve abbondanti e l’intervento preventivo dell’autorità monetaria riducono il rischio di tensioni acute sulla liquidità nel breve termine. Tuttavia, la durata e l’intensità del conflitto regionale restano variabili determinanti. Un prolungamento dello scenario di instabilità potrebbe mettere alla prova la tenuta dei depositi e la qualità degli attivi, in particolare nei segmenti più esposti ai mercati del Golfo. La banca centrale ha segnalato la propria disponibilità ad agire ulteriormente se le condizioni lo richiedessero.

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