Sebastien Bazin, CEO di Accor, ha tracciato le linee strategiche del gruppo durante l’IHIF EMEA di Berlino, confermando la fiducia nel Medio Oriente — dove si è recato di persona dopo che il Fairmont the Palm di Dubai è stato colpito da un missile iraniano — e annunciando una spinta decisa verso Asia e Pacifico. L’India è indicata come il mercato con il potenziale di crescita più alto, nonostante decenni di risultati deludenti per l’intero settore alberghiero internazionale. L’Europa resta centrale, con margini di espansione nei mercati ancora poco presidiati dalle catene. Sul fronte del lusso, Accor lancia Orient Express Corinthian, il veliero più grande al mondo.
India e Sud-Est Asiatico: espansione in corso
L’India è al centro delle ambizioni di Accor per i prossimi anni. Bazin ha riconosciuto apertamente che il gruppo — come tutti i principali operatori internazionali — non è riuscito a costruire una presenza solida in quel mercato nei venticinque anni in cui vi opera. “None of us have been winning”, ha detto, riferendosi all’intero settore. A titolo di confronto, le catene internazionali hanno aperto circa 40.000 hotel in Cina e appena 1.500 in India, a fronte di una popolazione e di una domanda turistica in rapida crescita.
Le ragioni del ritardo sono strutturali: infrastrutture stradali insufficienti, aeroporti inadeguati e una capacità ricettiva ancora limitata. Bazin ha però indicato segnali positivi: la leadership del governo Modi, i progressi nel settore aereo, sanitario e tecnologico. La sua indicazione operativa è pragmatica — affidarsi alle persone sul territorio, delegare e accettare margini di errore — con la convinzione che lo spazio di mercato sia sufficiente per tutti i grandi operatori.
Nel Sud-Est Asiatico, dove Accor è presente da venticinque anni, la domanda continua a crescere, con un occhio al mercato outbound cinese, che rimane una variabile determinante per i flussi regionali.
Europa: quote basse di hotel a marchio, opportunità per le catene
Bazin ha respinto la tesi di un’Europa satura. Il continente accoglie circa 750 milioni di turisti internazionali l’anno — la metà dei flussi globali — e in mercati come Italia, Spagna e Grecia la quota di hotel indipendenti rimane altissima. In Italia, il 95% delle strutture non è affiliato a nessun brand; in Francia la quota scende al 65%, in Germania al 60%. Si tratta di un bacino potenziale significativo per chi intende espandersi attraverso conversioni e affiliazioni.
Accor ha ammesso di aver trascurato Scandinavia e parte dell’Europa meridionale, e sta ora recuperando terreno in Italia, Grecia e Spagna. La Polonia è indicata come uno dei mercati più solidi dell’area centro-orientale, anche per le caratteristiche della forza lavoro locale. Il gruppo mantiene invece una distanza deliberata dalla Russia.
Il progetto Orient Express Corinthian e la strategia del lusso mobile
Sul segmento lusso, Bazin ha presentato un cambio di approccio: invece di portare il cliente verso la struttura, portare la struttura verso il cliente. Il progetto concreto è Orient Express Corinthian, il veliero a vela più grande al mondo, che sarà svelato a Cannes il 24 aprile. La nave — 54 suite, ristoranti di alto livello, spazi comuni in stile Art Déco — è già stata prenotata integralmente dai primi sette clienti per i rispettivi gruppi di cento ospiti ciascuno.
L’ispirazione dichiarata è l’estetica del viaggio degli anni Venti e Trenta: eleganza formale, cura dei dettagli, atmosfera curata. È un posizionamento che punta a distinguersi dall’offerta luxury convenzionale attraverso l’esperienza complessiva più che la localizzazione.
La logica che guida le scelte di Accor, ha spiegato Bazin, è quella del piano triennale portato avanti senza deviazioni, anche in situazioni di crisi. La presenza diretta del CEO a Dubai dopo l’attacco missilistico rientra in questa visione: non abbandonare i mercati in difficoltà, ma presidiare la relazione con i team locali. “Trust and care are important. They will remember forever that you were there for them”, ha detto.
