Il Dipartimento di Stato americano ha notificato al Congresso la possibile vendita di munizioni guidate agli Emirati Arabi Uniti per un valore di 644 milioni di dollari. Il pacchetto, gestito tramite il programma Foreign Military Sales, comprende 1.500 bombe GBU-39/B Small Diameter Bomb Increment I, 900 kit di guida JDAM KMU-556 e 300 kit coda KMU-557. La notifica è stata pubblicata il 19 marzo dalla Defense Security Cooperation Agency. Washington ha invocato una clausola di emergenza per aggirare il consueto periodo di revisione parlamentare, citando ragioni di sicurezza nazionale.
Il contesto strategico
Gli Emirati Arabi Uniti operano una flotta di 80 caccia F-16 Block 60, consegnati da Lockheed Martin a partire dal 2004: 55 sono monoposto F-16E, 25 biposto F-16F. Si tratta di una delle forze aeree più equipaggiate della regione del Golfo. Le tensioni in corso tra Washington e Teheran mantengono l’aviazione emiratina in stato di allerta, in linea con gli altri paesi confinanti. La richiesta di nuove munizioni di precisione si inserisce in questo quadro operativo.
Il Dipartimento di Stato ha giustificato la vendita affermando che essa “supporta gli obiettivi di politica estera e sicurezza nazionale degli Stati Uniti, rafforzando le capacità difensive di un importante partner”. Washington ha inoltre aggiunto che gli Emirati “non avranno difficoltà ad assorbire questi materiali nelle proprie forze armate”, formula standard che attesta la compatibilità tecnica e addestrativa del destinatario.
Il ricorso alla clausola d’emergenza prevista dalla sezione 36(b) dell’Arms Export Control Act ha consentito di saltare il periodo ordinario di notifica al Congresso, procedura già utilizzata in passato per forniture urgenti a paesi alleati nella regione.
Le munizioni nel pacchetto
La GBU-39/B è una bomba planante da circa 110 chilogrammi, in servizio con l’USAF dal 2006. A seconda della variante, può essere equipaggiata con guida GPS, laser o inerziale, con una gittata che supera i 100 chilometri se sganciata in quota. Le sue dimensioni ridotte permettono a un singolo velivolo di trasportarne un numero elevato, aumentando la capacità di ingaggio multiplo in una singola missione.
I kit JDAM, invece, trasformano bombe convenzionali a caduta libera in munizioni a guida di precisione tramite l’aggiunta di un sistema GPS/inerziale. I modelli KMU-556 e KMU-557 inclusi nel pacchetto sono compatibili con diversi calibri di ordigni già presenti nell’arsenale emiratino. Il pacchetto comprende anche spolette FMU-139, sistemi di supporto datalink Link 16, munizioni da addestramento, ricambi e documentazione tecnica.
Forniture militari USA nel Golfo
Gli Emirati Arabi Uniti figurano tra i principali acquirenti di armamenti statunitensi in Medio Oriente. Negli ultimi anni, Abu Dhabi ha anche avviato trattative per l’acquisto degli F-35, poi sospese nel 2021 a causa di divergenze legate all’acquisizione di tecnologia Huawei per le infrastrutture 5G. Il dossier è rimasto aperto, con negoziati intermittenti tra le due capitali.
La vendita ora autorizzata non riguarda nuovi velivoli ma il potenziamento delle capacità offensive della flotta esistente. Per Washington, mantenere aggiornato l’arsenale dei partner regionali serve anche a garantire interoperabilità con le forze americane presenti nella zona, in particolare presso la base aerea di Al Dhafra, negli Emirati.
Il valore complessivo dell’operazione, 644 milioni di dollari, rappresenta un ordine di grandezza significativo nel quadro delle forniture FMS verso la regione, pur restando inferiore ad alcune maxi-commesse degli anni precedenti destinate all’Arabia Saudita.
