L’UE a Dubai: attacchi iraniani “ingiustificabili”, rischio crisi umanitaria globale

Luigi Di Maio, rappresentante dell’Unione Europea per il Golfo, ha visitato Abu Dhabi per ribadire il sostegno dell’UE agli stati del Golfo Persico, duramente colpiti dagli attacchi iraniani in corso dal 28 febbraio. Da quella data, quando Stati Uniti e Israele hanno condotto operazioni militari contro l’Iran, Teheran ha risposto con attacchi quotidiani contro i suoi vicini. Solo negli Emirati Arabi Uniti i sistemi di difesa aerea hanno intercettato oltre 340 missili balistici e più di 1.740 droni. Il bilancio delle vittime nel paese conta due militari e sei civili uccisi, oltre 160 feriti. Anche Kuwait, Qatar, Arabia Saudita e Bahrein hanno subito attacchi.

Gli attacchi iraniani colpiscono infrastrutture civili

Di Maio ha respinto la narrativa di Teheran, secondo cui i propri attacchi prenderebbero di mira esclusivamente basi militari americane nella regione. “Non è vero che questi attacchi colpiscono solo basi militari”, ha dichiarato, aggiungendo che le azioni iraniane stanno danneggiando infrastrutture civili e sono “del tutto prive di giustificazione”. Il diplomatico ha sottolineato il diritto degli stati del Golfo a difendersi e ha esortato l’Iran a cessare immediatamente le ostilità, avvertendo che il prolungarsi degli attacchi aumenta il rischio di un’escalation incontrollata.

Il conflitto ha investito anche asset energetici di rilevanza mondiale. Tra gli obiettivi degli attacchi iraniani figurano la raffineria saudita di Ras Tanura, il terminale qatariota di Ras Laffan e l’impianto emiratino di Habshan. Lo stretto di Hormuz, attraverso cui transita una quota significativa del commercio globale di petrolio, è di fatto bloccato dall’Iran, con conseguenze già visibili sui prezzi dell’energia e sull’approvvigionamento di fertilizzanti e altre materie prime. “Se si considera l’impatto umanitario della carenza di combustibili fossili dal Golfo, si capisce che questa potrebbe diventare sempre più una crisi umanitaria in alcune aree del mondo”, ha affermato Di Maio.

L’UE non manda navi nello stretto, ma propone un corridoio commerciale

I 27 ministri degli Esteri europei, riuniti a Bruxelles questa settimana, hanno respinto in larga maggioranza la richiesta del presidente americano Donald Trump di inviare fregate per riaprire lo stretto di Hormuz. L’Europa non intende essere trascinata in un conflitto diretto, ma non è inattiva. Francia, Grecia, Italia e Spagna hanno dispiegato fregate a Cipro. Atene ha inviato quattro F-16 per la difesa dell’isola, la Francia ha ridiretto la portaerei Charles de Gaulle dal Nord Atlantico al Mediterraneo orientale. La missione navale Aspides, lanciata nel 2024 per proteggere le navi dagli attacchi degli Houthi yemeniti, è stata rafforzata da due nuove unità francesi.

Sul piano diplomatico, Di Maio ha avanzato l’idea di replicare nel Golfo la Black Sea Grain Initiative: un corridoio commerciale sicuro sul modello di quello istituito nel Mar Nero durante il conflitto ucraino, che permise l’esportazione di circa 33 milioni di tonnellate di cereali e derrate alimentari. La responsabile della politica estera dell’UE, Kaja Kallas, ha già discusso la proposta con il segretario generale dell’ONU António Guterres.

Un ulteriore elemento di connessione tra i due teatri di guerra è rappresentato dai droni Shahed: gli stessi modelli prodotti dall’Iran e usati contro il Golfo sono stati forniti a Mosca nel 2022 per essere impiegati contro l’Ucraina. Kiev ha inviato esperti nel Golfo per condividere le proprie competenze nel contrastarli. “Accogliamo con favore qualsiasi tipo di cooperazione tra i nostri alleati ucraini e i nostri alleati del CCG”, ha detto Di Maio.

Il Golfo resta interlocutore chiave per la diplomazia regionale

Nonostante la crisi, Di Maio ha ribadito che gli stati del Golfo rimangono attori indispensabili per qualsiasi futura architettura di sicurezza regionale. Ha elogiato la “pazienza strategica” dei paesi del CCG di fronte alle continue provocazioni, e ha ringraziato il governo degli Emirati per la tutela dei cittadini europei rimasti nel paese. Il fatto che molti europei abbiano scelto di non lasciare gli UAE, ha osservato Di Maio, riflette la fiducia nelle istituzioni emiratine. Il tour del diplomatico proseguirà verso Bahrein, Oman, Qatar e Kuwait.

Latest News

Post Popolari