L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha avviato il primo convoglio terrestre di materiale medico d’emergenza diretto a Beirut, partito dall’hub logistico globale dell’OMS a Dubai. Il carico, 22 tonnellate metriche di farmaci, materiale chirurgico e forniture per emergenze traumatologiche, è sufficiente a trattare 50.000 pazienti e supportare 40.000 interventi chirurgici. Il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus ha annunciato la spedizione sabato, precisando che il convoglio dovrebbe raggiungere la capitale libanese entro una settimana. Altre spedizioni sono già pronte e verranno inviate nelle prossime settimane.
Un nuovo corridoio logistico terrestre nel mezzo delle disruzioni regionali
Il convoglio rappresenta il primo utilizzo di un corridoio terrestre multi-paese sviluppato dall’hub di Dubai per aggirare le crescenti difficoltà logistiche nel Medio Oriente. L’hub, che nel 2024 ha processato oltre 500 ordini d’emergenza per 75 paesi, aveva subito una sospensione temporanea delle operazioni all’inizio del conflitto a causa di chiusure dello spazio aereo, condizioni di insicurezza e restrizioni all’accesso allo Stretto di Hormuz. La ricerca di rotte terrestri alternative è stata avviata proprio in risposta a queste limitazioni, che rendevano incerta la continuità delle forniture via aerea.
Il Libano è entrato nel conflitto regionale il 2 marzo, quando Hezbollah ha avviato operazioni missilistiche contro Israele in seguito all’uccisione della Guida Suprema iraniana Ali Khamenei in attacchi condotti da Israele con il sostegno degli Stati Uniti. La risposta israeliana ha incluso bombardamenti estesi su territorio libanese e incursioni di terra nella fascia di confine, causando secondo le autorità di Beirut oltre 1.000 vittime.
Il sistema sanitario libanese sotto pressione
L’OMS documenta una situazione sanitaria in rapido deterioramento. Il sistema ospedaliero libanese affronta carenze critiche di farmaci, materiali e carburante, aggravate dagli sfollamenti di massa della popolazione civile. Dall’inizio del conflitto, il 2 marzo, l’OMS ha registrato 63 attacchi contro strutture sanitarie, con 51 morti e 91 feriti tra operatori e pazienti. Gli attacchi hanno colpito 28 strutture ospedaliere, 23 mezzi di trasporto sanitario, 32 depositi di forniture e 10 magazzini. Quasi la totalità degli episodi ha coinvolto l’uso di armamenti pesanti.
L’OMS non attribuisce responsabilità per gli attacchi, limitandosi alla documentazione e verifica degli episodi, in coerenza con il proprio mandato. Tedros ha tuttavia ribadito l’appello alla protezione delle strutture sanitarie e degli operatori, definendola una condizione necessaria per qualsiasi percorso verso la de-escalation.
Il ruolo dell’hub di Dubai nella risposta umanitaria
La capacità dell’hub logistico di Dubai di sviluppare rapidamente rotte alternative conferma il ruolo dell’emirato come nodo strategico per le operazioni umanitarie internazionali. La posizione geografica, le infrastrutture doganali e la connettività con i corridoi terrestri verso il Levante rendono Dubai un punto di riferimento per le agenzie ONU in scenari di crisi regionali. La sospensione temporanea delle operazioni aeree aveva messo in evidenza la fragilità delle catene di approvvigionamento umanitario, accelerando lo sviluppo di percorsi terrestri che ora diventano operativi per la prima volta.
Le forniture già disponibili per le prossime spedizioni suggeriscono che l’OMS intende mantenere attivo questo corridoio finché la situazione in Libano lo renderà necessario, indipendentemente dall’evoluzione delle condizioni di sicurezza aerea nella regione.
