Iran colpisce impianto GNL in Qatar: petrolio a 107 dollari, gas europeo su del 6%

Un attacco iraniano contro il complesso industriale di Ras Laffan, in Qatar, ha spinto i mercati energetici globali in deciso rialzo nella notte tra mercoledì e giovedì. Il Brent ha chiuso a 107,38 dollari al barile, con un aumento del 3,8%, mentre il WTI ha toccato 98,60 dollari. Il gas naturale europeo ha guadagnato il 6% sulla piattaforma ICE Futures Europe. Ras Laffan ospita il più grande impianto di esportazione di GNL al mondo, gestito da QatarEnergy. Le autorità qatariote hanno confermato “danni estesi” al sito. L’attacco arriva dopo che Teheran aveva pubblicato una lista di infrastrutture energetiche regionali da considerare obiettivi legittimi, in risposta a raid sul proprio campo gasifero di South Pars.

Il contesto: guerra che si allarga alle infrastrutture energetiche

Il conflitto, iniziato a fine febbraio, ha già provocato la chiusura effettiva dello Stretto di Hormuz e tagli significativi alla produzione in Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Kuwait e Iraq. Fino a mercoledì, le infrastrutture upstream iraniane erano rimaste fuori dal perimetro degli attacchi diretti, un fattore che aveva limitato la percezione del rischio di fornitura a lungo termine. Tutto cambia con i raid sul campo di South Pars, il più grande giacimento gasifero dell’Iran, che nel 2025 aveva raggiunto una produzione record di 730 milioni di metri cubi al giorno — circa la metà dei consumi medi annuali dell’intera Europa. In risposta, Teheran ha colpito Ras Laffan e ha messo in guardia su ulteriori azioni contro raffinerie, impianti petrolchimici e asset di gas naturale nella regione, citando esplicitamente siti in Qatar, Arabia Saudita e UAE.

Tra gli obiettivi elencati dall’Iran figurano la raffineria Samref e il polo petrolchimico di Jubail in Arabia Saudita, la raffineria di Ras Laffan e il complesso di Mesaieed in Qatar, e l’asset gasifero Al Hosn negli Emirati. Saudi Aramco ha avviato l’evacuazione precauzionale di Samref e Jubail. Anche Al Hosn — già fermato da Adnoc dopo un attacco di droni di lunedì — risulta in fase di evacuazione. Né Adnoc né Aramco hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali.

Le implicazioni per i mercati e per gli investitori nella regione

L’impatto non si limita ai prezzi spot. Secondo Tom Marzec-Manser di Wood Mackenzie, anche quando il conflitto si concludesse e lo Stretto di Hormuz riaprisse, la normalizzazione dei flussi energetici potrebbe richiedere tempi considerevolmente più lunghi del previsto, a causa dei danni alle infrastrutture fisiche. I mercati stanno già scontando questa possibilità: alcuni greggi del Medio Oriente hanno superato i 150 dollari al barile, mentre i futures americani restano sotto quota 100 anche per l’attesa di rilasci dalle riserve strategiche.

Sul fronte gas, la Turchia importa oltre il 10% del proprio fabbisogno dall’Iran. Qualsiasi interruzione prolungata spingerà Ankara verso il mercato spot del GNL, aumentando la pressione sulla domanda globale. L’Iraq ha già confermato l’interruzione delle forniture iraniane. Per gli operatori attivi negli Emirati e nel Golfo, il quadro si è fatto strutturalmente più incerto: non si tratta solo di volatilità di breve termine, ma di una potenziale ridefinizione delle catene di approvvigionamento energetico regionale.

Le ricadute per chi opera negli Emirati

Per imprenditori e investitori italiani con base a Dubai o con esposizione nei mercati del Golfo, lo scenario attuale richiede attenzione su due fronti distinti. Il primo è operativo: la sicurezza delle forniture energetiche per attività produttive e commerciali negli UAE è direttamente collegata alla tenuta degli asset di Adnoc, alcuni dei quali già colpiti. Il secondo è finanziario: i mercati azionari regionali, inclusa la borsa di Dubai, risentono dell’incertezza geopolitica, mentre i settori dell’energia e delle commodity offrono opportunità di posizionamento per chi dispone di liquidità e tolleranza al rischio. La situazione resta fluida. Le prossime 48-72 ore saranno determinanti per capire se la spirale si stabilizza o si approfondisce.

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