Dubai Airports: nessuna pausa all’espansione nonostante le interruzioni operative

Diciotto giorni di operatività ridotta, oltre un milione di passeggeri gestiti in condizioni straordinarie, e un piano da 35 miliardi di dollari che resta sul tavolo senza modifiche. È il bilancio che Paul Griffiths, CEO di Dubai Airports, ha tracciato in un’intervista a CNN, mentre il conflitto militare in corso nella regione continua a condizionare il traffico aereo nel Golfo. Il messaggio è netto: l’hub di Dubai intende recuperare piena capacità operativa nel più breve tempo possibile, e i progetti di sviluppo infrastrutturale non subiscono rallentamenti.

Le interruzioni e la gestione dell’emergenza

Dal 28 febbraio, data in cui è scoppiato il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran, gli spazi aerei degli Emirati e di altri paesi del Golfo sono stati soggetti a restrizioni successive. Dubai International Airport (DXB), che nel 2024 ha movimentato 95,2 milioni di passeggeri, ha dovuto sospendere temporaneamente le operazioni in più occasioni a causa di incidenti con droni. Griffiths ha descritto una gestione per fasi: chiusura dello spazio aereo in risposta ai picchi di minaccia, riapertura progressiva, dirottamenti coordinati con la General Civil Aviation Authority. In 17 giorni sono stati facilitati i viaggi di oltre un milione di passeggeri. Al momento dell’intervista, il traffico aveva già recuperato il 40-45 per cento dei movimenti normali.

I dati strutturali del quarto trimestre 2025 mostrano 118.000 movimenti di volo, in crescita del 5 per cento rispetto all’anno precedente. Il totale annuale si è attestato a 454.800 movimenti, con un aumento del 3,3 per cento su base annua — numeri che fotografano una traiettoria di crescita ancora intatta prima delle interruzioni.

Il piano da 35 miliardi non si ferma

Dubai Airports gestisce sia DXB sia Al Maktoum International Airport (Dubai World Central), e su quest’ultimo è concentrato l’investimento più rilevante: un piano da 35 miliardi di dollari per trasformare lo scalo in uno degli aeroporti più grandi al mondo. La prima fase, con capacità di 150 milioni di passeggeri annui, è prevista per il 2032. A regime, la struttura potrà gestire 260 milioni di passeggeri.

Griffiths ha escluso qualsiasi ripensamento: “Siamo ancora fiduciosi nel settore dell’aviazione e nel ruolo di Dubai al suo interno.” Il CEO ha richiamato i precedenti degli ultimi vent’anni — dalla crisi finanziaria del 2008 alla pandemia — come evidenza della capacità del sistema di assorbire shock e riprendere la crescita. La posizione geografica di Dubai resta il principale argomento a supporto: un terzo della popolazione mondiale si trova entro quattro ore di volo, due terzi entro otto.

Per gli investitori e gli operatori con base negli Emirati, la tenuta del piano di espansione ha implicazioni concrete. Un Al Maktoum potenziato ridefinisce le rotte logistiche regionali, rafforza Dubai come hub per le merci e i servizi, e aumenta l’attrattività della zona franca adiacente per le imprese che operano tra Europa, Asia e Africa.

Le prospettive per chi opera nella regione

La crisi in corso mette alla prova la resilienza dell’ecosistema aviatorio del Golfo, che movimenta quote significative del traffico aereo mondiale. Per le aziende italiane con operazioni o interessi nell’area MENA, il progressivo ripristino dei voli su Dubai riduce l’incertezza logistica accumulata nelle ultime settimane.

Il recupero operativo di DXB — già al 40-45 per cento dei movimenti normali — e la conferma del piano per Al Maktoum indicano che le istituzioni emiratine considerano la disruption attuale come temporanea, senza ridimensionare l’orizzonte infrastrutturale di lungo periodo. Per chi valuta investimenti nella regione, il segnale è che la traiettoria di sviluppo degli Emirati rimane invariata nelle sue linee fondamentali, indipendentemente dal contesto geopolitico contingente.

Latest News

Post Popolari