Banca Centrale UAE vara pacchetto da 58 miliardi per sostenere le banche durante la guerra con l’Iran

La Banca Centrale degli Emirati Arabi Uniti ha annunciato un insieme di misure a sostegno del sistema bancario, con l’obiettivo di preservare la liquidità e la capacità di credito mentre il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran si protrae al suo diciannove esimo giorno. Il pacchetto, reso noto martedì, consente agli istituti di credito di accedere fino al 30% dei saldi di riserva obbligatoria e di utilizzare linee di liquidità a termine in dirham e dollari. Secondo le stime di Jefferies, le misure mettono a disposizione del sistema fino a 214 miliardi di dirham (circa 58 miliardi di dollari) e liberano circa 110 miliardi di dirham di capitale primario.

Misure preventive, non di emergenza

L’analista di Jefferies Naresh Bilandani ha precisato che nel sistema non si sono ancora manifestate tensioni significative e che l’intervento ha natura “preventiva”, pensato principalmente per stabilizzare il sentiment di mercato. Le misure includono un allentamento temporaneo dei ratio di liquidità e di finanziamento stabile, il rilascio di buffer patrimoniali chiave e la possibilità per le banche di posticipare la classificazione dei crediti come non performanti per i debitori colpiti dalle “circostanze straordinarie”. Quest’ultima disposizione è rilevante per le imprese che operano negli Emirati e che potrebbero trovarsi in difficoltà di breve periodo non per ragioni strutturali, ma per l’impatto diretto o indiretto del conflitto.

La Banca Centrale ha ribadito la solidità del sistema finanziario: le riserve in valuta estera superano 1.000 miliardi di dirham, la liquidità complessiva disponibile si attesta intorno a 920 miliardi di dirham, con soli saldi di riserva oltre i 400 miliardi. Edmond Christou di Bloomberg Intelligence ha sottolineato che le banche operano con un eccesso di cassa di 87 miliardi di dollari su un orizzonte di tre mesi, coprendo il 30% dei potenziali deflussi sui depositi retail.

Mercati in rimbalzo, ma ancora sotto i livelli pre-guerra

Le borse degli Emirati hanno registrato due sessioni consecutive in rialzo. Emirates NBD ha guadagnato fino al 9,2% mercoledì, Abu Dhabi Commercial Bank fino al 6,7%, mentre Emaar Properties ha segnato un rialzo fino al 7,8%. Il recupero tuttavia non ha compensato le perdite accumulate dall’inizio del conflitto: l’indice di Dubai resta in calo di oltre il 13%, quello di Abu Dhabi di quasi l’8%, tra i peggiori a livello globale nel periodo.

Gli Emirati hanno subito danni materiali a infrastrutture energetiche, aeroporti e aree residenziali e commerciali a causa di proiettili e detriti da intercettazioni. Nonostante questo, la vita economica nel paese ha continuato a funzionare in larga parte: negozi e ristoranti sono aperti, molti uffici hanno adottato modalità di lavoro da remoto.

Il confronto con il Covid e le prossime mosse delle autorità

Bilandani di Jefferies ha ipotizzato che altre autorità emiratine possano seguire con misure di stimolo economico più ampie, “paragonabili a quelle adottate durante il Covid-19”. Per gli imprenditori e gli investitori italiani presenti negli Emirati o con esposizioni nella regione, questo scenario ha implicazioni concrete: il sistema bancario locale appare capitalizzato e la risposta delle autorità è stata rapida. La tenuta del quadro finanziario è un elemento da monitorare, soprattutto per chi gestisce operazioni commerciali o immobiliari nel paese e deve valutare l’accesso al credito e la stabilità dei flussi di cassa nelle prossime settimane.

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