British Airways ha annunciato la cancellazione di tutti i voli verso Dubai fino all’estate, citando l’instabilità dello spazio aereo e l’incertezza legata al conflitto in corso nel Medio Oriente. La sospensione riguarda anche Doha fino a fine aprile, e Amman, Bahrain e Tel Aviv fino al 31 maggio. È la cancellazione di maggiore durata annunciata da un vettore occidentale dall’inizio delle operazioni militari statunitensi e israeliane contro l’Iran, ormai alla terza settimana. L’aeroporto di Dubai è stato temporaneamente chiuso lunedì dopo l’impatto di un drone iraniano che ha provocato un incendio nell’area dello scalo.
Il drone colpisce l’aeroporto, chiusura temporanea e deviazioni
L’Autorità per l’aviazione civile di Dubai ha disposto la chiusura temporanea dello scalo intorno all’1.30 di lunedì come misura precauzionale. Diversi aeromobili sono stati dirottati sull’aeroporto internazionale Al Maktoum, a sudovest della città. Le autorità emiratine hanno parlato di danni contenuti e nessun ferito, ma è la prima volta che il governo degli Emirati Arabi Uniti ha riconosciuto esplicitamente che un drone ha causato danni fisici allo scalo, anziché attribuirli a detriti di intercettazione. Nelle ore successive sono circolate online immagini di un’esplosione e di una densa colonna di fumo visibile a distanza.
Lo scalo di Dubai era già stato preso di mira in precedenti episodi durante il conflitto, ma l’ammissione ufficiale del danno diretto segna un cambio nel tono comunicativo delle autorità locali. Per chi opera nella regione o gestisce forniture e logistica attraverso Dubai — hub di connessione tra Europa, Asia e Africa — la notizia ha implicazioni immediate sulla pianificazione operativa.
Le compagnie aeree cercano di ripristinare la capacità
British Airways continuerà a operare su Riyadh e Jeddah, finora meno esposte alle chiusure dello spazio aereo. La compagnia ha dichiarato che le cancellazioni sono legate alla «perdurante incertezza della situazione in Medio Oriente e all’instabilità dello spazio aereo», senza indicare una data di ripresa precisa prima dell’estate.
Emirates, dal canto suo, ha registrato domenica il volume più alto di voli dall’inizio del conflitto: 369 operazioni, pari a circa il 70% dei livelli pre-conflitto, secondo i dati di Flightradar24. Qatar Airways ha annunciato un aumento dei servizi a partire da mercoledì, pur precisando che ogni volo richiede pianificazione accurata e resta soggetto ad autorizzazioni regolamentari e condizioni dello spazio aereo. Secondo i dati governativi britannici, oltre 63.000 cittadini del Regno Unito sono rientrati dagli Emirati dall’inizio del conflitto, ma decine di migliaia di passeggeri sono rimasti bloccati a Dubai nelle settimane scorse.
Le implicazioni per chi opera tra Italia e Golfo
Per gli imprenditori e gli investitori italiani con base o interessi negli Emirati, la sospensione di British Airways è un segnale operativo concreto da considerare nella pianificazione dei prossimi mesi. Dubai resta il principale snodo regionale per il business tra Europa e area MENA, ma la volatilità dello spazio aereo introduce variabili nuove nella gestione di viaggi d’affari, spedizioni e catene di fornitura.
Chi deve muoversi nella regione nelle prossime settimane dovrebbe monitorare l’evoluzione della situazione e valutare rotte alternative — anche via Riyadh o Abu Dhabi — e diversificare i vettori di riferimento. La situazione resta fluida: le compagnie aggiornano le proprie posizioni con frequenza ravvicinata in risposta alle condizioni operative giornaliere.
